La Svezia sceglie le fregate FDI di Naval Group

Con una conferenza stampa tenutasi a bordo della corvetta Härnösand classe “Visby” nel porto di che ha visti protagonisti il Ministro della Difesa Pål Jonson (al centro nella foto laterale più in basso) , il Primo Ministro Ulf Kristersson e il Comandante in Capo delle Forze Armate svedesi generale Michael Claesson, il primo ha annunciato che il Governo svedese ha dato incaricato all’Amministrazione del Materiale della Difesa (FMV) di avviare i negoziati per l’acquisizione di quattro fregate del tipo Frégate de Défense et d’Intervention (FDI) dal gruppo francese Naval Group.
Le nuove unità è previsto vengano consegnate nel periodo 2030-2034, con un costo stimato di 4,25 miliardi di euro. Con una decisione senza precedenti per il Governo svedese, quest’ultimo ha deciso l’acquisizione delle nuove unità classe “Luleå”, scegliendo la Francia e la proposta del gruppo cantieristico Naval Group, incentrata sul progetto delle Frégate de Défense et d’Intervention (FDI) in una configurazione che mantiene la comunanza di sistemi con quelle francesi e greche, oltre all’aggiunta di sistemi elettronici e d’arma di produzione locale.

I tre principali motivi indicati dal Primo Ministro e dal Ministro della Difesa svedesi nel corso della conferenza stampa per la selezione dell’offerta francese sono stati rappresentati dalle tempistiche ridotte di consegna delle nuove navi in quanto si tratta di una piattaforma già progettata ed in costruzione presso i cantieri di Naval Group per due operatori rappresentati dalla Marina francese e greca.
In secondo luogo, si tratta di un progetto che ha già una sua maturità legata anche all’integrazione dei sistemi imbarcati ed infine è stata menzionata la capacità di condividere i costi con altri due operatori.
“Si tratta di uno dei più grandi investimenti nella difesa dai tempi del Gripen negli anni ’80. La triplicazione (delle capacità) della difesa aerea rispetto a oggi. Questo dice qualcosa sulla portata di questa decisione per la sicurezza marittima svedese – ma anche sulla sicurezza per tutti gli svedesi,” ha affermato il primo ministro Ulf Kristersson. Gli ha fatto eco il ministro della Difesa Pål Jonson: “Con le nuove unità da combattimento di superficie la Svezia otterrà una triplicazione della difesa aerea rispetto a oggi, mentre allo stesso tempo la capacità della marina sarà fortemente rafforzata.”
Come evidenziato sia dal Primo Ministro che dal Ministro della Difesa, grazie al nuovo programma per le nuove fregate leggere e il sistema di combattimento imbarcato, le Forse Armate Svedesi vedranno ampliare significativamente le capacità di difesa aerea integrata contro le minacce missilistiche sia convenzionali che balistiche e di ultima generazione, andandosi ad aggiungere a quelle oggi offerte dal sistema Patriot.
Secondo quanto dichiarato, con tale decisione inizieranno le trattative con Naval Group per una prima consegna dal 2030, con le successive che dovranno seguire ad un ritmo di una nave ogni successivo anno.
In termini di configurazione di piattaforma, le notizie finora emerse con la conferenza stampa e le precedenti dichiarazioni, evidenziano il fatto che la Svezia mantiene le capacità di difesa aerea e missilistica integrata e antisom uguali a quelle delle unità destinate alla Francia ed alla Grecia con il sistema radar a quattro facce fisse a scansione elettronica attiva di ultima generazione SeaFire ed il sistema missilistico MBDA Aster con la capacità futura di impiegare la versione Aster 30 Block 1NT nonché il sistema CAMM ER sempre di MBDA a cui s’aggiunge una suite antisom basata sul sistema sonar rimorchiato a profondità variabile CAPTAS di Thales, unitamente a sistemi elettronici e d’arma di fornitura svedese in particolare di Saab e BAE Systems Bofors.

Il tutto gestito da un sistema di comando, controllo e combattimento che non è stato menzionato fra la sistemistica fornita dall’industria svedese e quindi sarà mantenuto il sistema SETIS di ultima generazione sviluppato e fornito da Naval Group, già completamente integrato con l’elettronica e l’armamento di bordo.
In aggiunta ai sistemi missilistici di MBDA, le nuove unità imbarcheranno i missili antinave Saab RBS 15, i siluri leggeri Torped 47 ed il radar Giraffe 1X, il sistema per la difesa ravvicinata Trackfire con mitragliera da 12,7 mm, il cannone multiruolo da 57 mm e il cannone multiruolo da 40 mm di BAE Systems Bofors. In aggiunta alla fornitura di sistemistica ed integrazione dei medesimi, l’industria svedese vedrà un significativo coinvolgimento nel supporto in vita delle nuove navi, con la manutenzione e il supporto a lungo termine che saranno assegnati a un cantiere locale.
Il programma per l’acquisizione delle nuove unità navali per la Svezia ha radici che risalgono all’inizio del presente decennio ed ha visto un’evoluzione da un progetto delle presenti corvette classe “Visby” ad un progetto completamente nuovo e per unità navali di più grandi dimensioni, costituito da fregate leggere destinate ad essere fornite da produttori stranieri, a seguito del cambiamento del panorama della sicurezza svedese legato al conflitto in Ucraina e dell’entrata della Svezia nella NATO.

Alla gara per le nuove unità sono alla fine emersi tre seri contendenti, la proposta Babcock Arrowhead 120 basata sull’esperienza del cantiere inglese con la più grande piattaforma AH 140 scelta per le fregate leggere UK Type 31, la FDI di Naval Group, e la ALFA 4000 di Navantia.
Dei tre progetti, la FDI era l’unico già esistente, con la AH 120 che derivava gran parte del proprio progetto da una AH 140 ridimensionata ma non esistente ancora, e la ALFA 4000 costituita in gran parte da un progetto completamente nuovo per il mercato export, essendo stata offerta anche all’Australia, ma anche in questo caso soltanto un progetto.
Foto: Naval Group e Ministero della Difesa svedese
Luca PeruzziVedi tutti gli articoli
Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).








