La Polonia ha fornito a Kiev armi per quasi 4 miliardi di euro

 

 

 

Dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, la Polonia ha fornito all’Ucraina aiuti militari per un totale di circa 16,45 miliardi di zloty, ovvero 3,83 miliardi di euro: lo ha annunciato il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz (nella foto); tra gli armamenti forniti vi sono munizioni, obici semoventi, mortai. mezzi corazzati, carri armati T-72, PT-91 e Leopard 2A4, aerei MiG-29, elicotteri Mi-2 e Mi-24 e missili PAC-3 per il sistema Patriot.

A differenza di altri alleati europei dell’Ucraina, la Polonia aveva scelto di non rendere pubblici i propri aiuti militari, adducendo motivi di sicurezza. Il cambio di approccio del governo di Varsavia si verifica in un contesto di crescenti tensioni diplomatiche tra Varsavia e Kiev riguardo ai massacri, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, compiuti dalle forze nazionaliste ucraine (UPA) oggi celebrate come eroi dal regime di Kiev.

Il vicepremier e ministro della Difesa polacco aveva annunciato che avrebbe declassificato tutte le informazioni relative alle attrezzature militari fornite all’Ucraina tra il 2022 e il 2026, in seguito alle accuse del vicepresidente del Parlamento, Krzysztof Bosak, secondo cui Varsavia avrebbe trasferito segretamente missili intercettori Patriot a Kiev all’inizio di quest’anno.

Kosiniak-Kamysz ha dichiarato su X di aver preso la decisione dopo essersi consultato con il primo ministro Donald Tusk, al fine di rimanere “responsabile nei confronti del pubblico”. Il ministro ha anche affermato che il Servizio di controspionaggio militare polacco indagherà su chi abbia tentato di divulgare segreti di Stato in questa vicenda, aggiungendo che il presidente Karol Nawrocki – e, prima di lui, il predecessore Andrzej Duda – sono stati informati di ogni donazione effettuata.

Le accuse sono emerse per la prima volta quando Bosak ha scritto su X che il governo avrebbe segretamente consegnato all’Ucraina missili intercettori Patriot, “costosi e difficili da reperire”, nel mese di marzo, senza informare i parlamentari.

Bosak ha aggiunto che i missili sarebbero stati acquistati dagli Stati Uniti per contribuire alla costruzione di un sistema di difesa aerea multilivello e che sono gli unici nell’arsenale dell’esercito polacco in grado di contrastare gli Iskander russi. Il consigliere capo del presidente polacco per la politica estera, Marcin Przydacz, ha confermato parzialmente la notizia, affermando all’emittente “Polsat News” che è “molto probabile” che il trasferimento sia avvenuto, pur sottolineando che l’ufficio del presidente non è stato coinvolto in alcuna decisione di questo tipo. La disputa si inserisce in un contesto di relazioni già tese tra Varsavia e Kiev.

Fonti della Presidenza polacca hanno definito un errore la decisione del governo di declassificare i dati sugli aiuti militari all’Ucraina, ritenendo che tali informazioni non dovessero essere rese pubbliche.

Il raffreddamento dei rapporti tra Polonia e Ucraina è confermato anche dalla vicenda della cessione degli ultimi 14 caccia Mig 29 ancora in servizio con le forze aeree di Varsavia e che l’Ucraina vorrebbe acquisire per rafforzare la sua flotta (nei giorni scorsi Kiev ha perso 3 aerei di questo tipo distrutti al suolo o abbattuti dai russi) o utilizzarli come miniere d pezzi di ricambio.

La questione è aperta dal marzo scorso, come aveva raccontato Analisi Difesa, ma nei giorni scorsi il ministro della Difesa polacco ha dichiarato che la questione del trasferimento dei velivoli MiG-29 all’Ucraina non è ancora stata risolta anche se Varsavia ha ricevuto una richiesta in tal senso dalla parte ucraina, secondo quanto riportato sul sito web del Ministero della Difesa polacco.

“La questione non è ancora stata risolta. Abbiamo ricevuto una richiesta dalla parte ucraina che indica che restano interessati”, ha affermato Kosiniak-Kamysz che non intende cedere gratuitamente gli aere a Kiev e sta valutando la proposta ucraina per il trasferimento di droni alla Polonia in cambio dei Mkg-29.

“Hanno presentato le loro proposte riguardo al trasferimento di droni alla Polonia nei prossimi due anni. Quindi un’opportunità di scambio di questo tipo è reale, ma deve trattarsi di uno scambio, non di un semplice trasferimento da parte della Polonia. Siamo molto cauti al riguardo”, ha aggiunto il ministro polacco.

Oggi il presidente polacco Karol Nawrocki ha espresso l’intenzione di creare “una base permanente per i soldati americani. Abbiamo quasi 10.000 soldati americani in Polonia – ha ricordato al suo arrivo al vertice della NATO  ad Ankara – vorremmo creare una base permanente per i soldati americani in Polonia. E sono certo che i soldati americani in Polonia rimarranno e, insieme ai soldati polacchi, garantiranno la sicurezza dell’Europa centro-orientale e dei confini della NATO”.

A conferma dei sempre più stretti rapporti tra Polonia e Stati Uniti  ieri il gruppo statale polacco per gli armamenti Polska Grupa Zbrojeniowa (PGZ) e la società statunitense Anduril Industries hanno firmato un accordo per la produzione in Polonia dei missili da crociera Barracuda 500 destinati alle Forze armate polacche.

La produzione sara’ localizzata presso lo stabilimento di aviazione militare numero 2 di Bydgoszcz, nel nord del Paese. Alla cerimonia di firma hanno partecipato il primo ministro polacco, Donald Tusk, e il vice primo ministro e ministro della Difesa nazionale, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz.

Tusk ha affermato che la guerra della Russia contro l’Ucraina ha dimostrato l’importanza delle armi moderne, in particolare dei missili da crociera, sottolineando che “sono proprio queste armi a essere fondamentali per la capacità di difesa di ogni Stato”.

Il premier ha inoltre ringraziato l’azienda statunitense per la decisione di localizzare la produzione in Polonia, definendo il Paese “il meglio preparato a cooperare con gli Stati Uniti e gli altri alleati della NATO” per rafforzare la difesa della Polonia, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica, anche attraverso le risorse del programma europeo Safe.

Il ministero della Difesa polacco ha precisato che l’accordo consentirà alle imprese di PGZ di effettuare assemblaggio, produzione in serie e manutenzione dei missili Barracuda. In una fase successiva, le parti prevedono di sviluppare congiuntamente una versione polacca del missile.

(con fonti AFP, Reuters, Askanews, Agenzia Nova, RBC Ikrane)

Foto Ministero Difesa polacco

 

 

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