Effetto guerra: in Ucraina chiude la più grande acciaieria, in Germania il record di posti di lavoro perduti

 

 

 

Il Financial Times ha reso noto nei giorni scorsi che i bombardamenti in profondità russi hanno distrutto l’industria siderurgica ucraina. Gli attacchi dei missili balistici russi hanno messo fuori uso tre delle più grandi imprese metallurgiche dell’Ucraina, mettendo a rischio l’intero settore siderurgico del Paese.

“L’Ucraina non ha più un’industria siderurgica. Sapevano tutto dello stabilimento, sapevano esattamente dove colpire. I missili balistici sono stati diretti agli altoforni di tre stabilimenti, tra cui due di proprietà di Metinvest e lo stabilimento di ArcelorMittal a Kryvyi Rih, la città natale di Zelensky. Attualmente, non capiamo quanto tempo ci vorrà per le riparazioni: giorni, settimane, mesi o anni”, ha dichiarato Alexander Vodoviz, capo dell’ufficio del direttore generale di Metinvest al FT.

Il 25 settembre ArcelorMittal ha annunciato di aver sospeso l’attività della sua sede a Kryvyi Rih (nella foto) il più grande impianto siderurgico dell’Ucraina, dopo quattro attacchi missilistici nelle ultime cinque settimane.

“E’ con profondo rammarico che abbiamo concluso di non essere più in grado di gestire in sicurezza l’impianto di ArcelorMittal Kryvyi Rih. Dall’inizio della guerra, il nostro personale in Ucraina ha lavorato instancabilmente per mantenere operative le miniere e l’impianto. Hanno incarnato il coraggio, in circostanze che la maggior parte di noi non può nemmeno immaginare. Stiamo discutendo del futuro dell’impianto con il governo ucraino e ci concentreremo sulla conservazione delle infrastrutture, in modo che, quando la pace tornerà, siano ancora disponibili opzioni per la ripresa della produzione”, ha dichiarato Mauro Longobardo, CEO di ArcelorMittal Kryvyi Rih.

Nelle ultime cinque settimane, lo stabilimento ArcelorMittal di Kryvyi Rih è stato bersaglio di quattro attacchi missilistici, che hanno causato 5 morti e 17 feriti, uno dei quali versa ancora in condizioni critiche

La guerra in Ucraina sta provocando gravi danni economici anche alla Germania, il paese europeo più esposto nel sostegno a Kiev e che sta perdendo più posti di lavoro secondo un’inchiesta pubblicata il 24 settembre dal quotidiano economico Handelsblatt.

Nell’arco di un anno il numero di dipendenti a livello globale delle 40 aziende del DAX è diminuito di 47.700 unità, pari all’1,2%, attestandosi a 4,06 milioni alla fine dell’anno fiscale 2025.

Rispetto ai principali paesi europei, le aziende tedesche registrano i risultati peggiori, secondo uno studio della società di consulenza strategica EY-Parthenon, reso disponibile in anteprima a Handelsblatt. Il numero di dipendenti delle principali aziende francesi è diminuito solo dello 0,2%. Le aziende italiane e spagnole hanno addirittura registrato aumenti dello 0,9% ciascuna, con 10.900 dipendenti in più in Italia e 11.600 in Spagna.

Foto: ArcelorMittal

 

 

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