Il boom delle forniture militari statunitensi a Israele e agli alleati arabi

Le commesse di armi statunitensi per Israele hanno raggiunto il 17 settembre i 21,6 miliardi di dollari dall’inizio dell’Amministrazione Trump, il 20 gennaio 2025. Lo rivela un articolo di The New Arab cha ha tenuto il conto delle diverse forniture succedutisi dal gennaio 2025.
Il valore degli aiuti militari e degli accordi sugli armamenti approvati per Israele dall’ex presidente Joe Biden per le esigenze di guerra tra l’ottobre 2023 (l’attacco di Hamas a Israele il giorno7 e l’ingresso delle forze israeliane a Gaza, il giorno 27) e l’inizio del 2025 avevano raggiunto quasi 18 miliardi di dollari, secondo uno studio della Brown University.
La scorsa settimana, il Dipartimento di Stato USA ha informato gli uffici dei quattro principali esponenti repubblicani e democratici della Camera dei Rappresentanti e del Senato in merito a un accordo di aiuti militari da 2,8 miliardi di dollari riguardante nuove armi per Israele. L’accordo comprende 40.000 bombe d’aereo da 2.000 libbre, 20.000 bombe BLU-117 e 20.000 testate penetranti I-2000.

Ecco un riepilogo delle forniture statunitensi a Israele dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
- Gennaio 2025: 2,04 miliardi di dollari riguardanti forniture di bombe da 2.000 libbre precedentemente bloccate dall’Amministrazione Biden.
- Febbraio 2025: 7,4 miliardi di dollari: la fornitura comprendeva 20.000 bombe d’aereo di vario tipo , sistemi di guida ed equipaggiamenti per un valore di 6,75 miliardi di dollari, oltre a 3.000 missili aria-terra Hellfire per un valore di 660 milioni di dollari.
- Giugno 2025: 510 milioni di dollari per 7.000 kit sistemi di guida ad alta precisione
- Gennaio 2026: annunciato l’accordo per un valore complessivo di 6,67 miliardi di dollari che comprende 30 elicotteri Apache – raddoppiando così la flotta israeliana di questo tipo di velivolo – 3.250 veicoli d’assalto e altre attrezzature.
- Marzo 2026: 650 milioni di dollari per forniture d’emergenza di 12.000 bombe da 1.000 libbre, oltre a bombe da 500 libbre. Reuters ha inoltre citato un funzionario secondo cui Israele avrebbe acquistato ulteriori munizioni per un valore di 298 milioni di dollari tramite vendite dirette.
- Maggio 2026: 992 milioni di dollari per l’acquisto da parte di Israele di 10.000 razzi a guida laser APKWS.

Forniture agli alleati arabi
Il 5 settembre il Dipartimento di Stato ha approvato una serie di potenziali vendite di armamenti per un valore di circa 6,1 miliardi di dollari a partner arabi in Medio Oriente.
L’accordo proposto di maggior entità prevede l’acquisizione da parte dell’Arabia Saudita di oltre 10.000 bombe d’aereo da 500 e .1000 libbre e altrettanti kit di bombe guidate d’aereo Boeing JDAM (Joint Direct Attack Munition) a gittata estesa e relative attrezzature, in un pacchetto valutato 5 miliardi di dollari.
Il Dipartimento di Stato ha inoltre approvato una potenziale vendita all’Arabia Saudita, per un valore di 750 milioni di dollari, di 60 motori AGT-1500 destinati ai carri armati M1 Abrams. Honeywell agirebbe in qualità di appaltatore principale.
Approvata anche una potenziale vendita all’Oman, per 188 milioni di dollari per servizi di manutenzione e supporto per la flotta di caccia F-16 e la potenziale vendita all’Iraq di elicotteri Bell 412EPX per un valore di 150 milioni di dollari, indicando Bell-Textron come appaltatore principale.
Pochi giorni prima il Dipartimento di Stato aveva dato il via libera a un’altra potenziale vendita di elicotteri a Baghdad, per un valore di 800 milioni di dollari, comprendente modelli Bell 412EPX e 407M.

Nel marzo di quest’anno il Dipartimento di Stato approvò la vendita di armamenti a tre paesi del Medio Oriente per un valore complessivo superiore a 16,5 miliardi di dollari, mentre si intensificava il conflitto tra USA/Israele e Iran. Si trattò della vendita di missili, droni, sistemi radar, munizioni per F-16 e aggiornamenti tecnologici agli Emirati Arabi Uniti, per un valore totale superiore a 8,4 miliardi di dollari.
Sono state inoltre approvate le potenziali vendite di radar per la difesa aerea e missilistica al Kuwait, per un costo stimato di 8 miliardi di dollari, e di supporto per velivoli e munizioni alla Giordania, per un costo stimato di 70,5 milioni di dollari.
In maggio gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di armi per un valore di 8,6 miliardi di dollari ad alleati in Medio Oriente con procedura d’emergenza per accelerare i trasferimenti, evitando così il preventivo esame da parte del Congresso.
Le vendite comprendono l’acquisto, da parte del Qatar, di razzi guidati APKWS e il rifornimento dei sistemi di difesa aerea e missilistica Patriot per una spesa di quasi 5 miliardi di dollari; contestualmente, è stato autorizzato l’acquisto di razzi APKWS da parte degli Emirati Arabi Uniti per 148 milioni di dollari.
Foto: Bae Systems, Lockheed Martin e Raytheon
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