Nuovi missili per l’Aeronautica e l’Aviazione di Marina cinesi

La Cina sta puntando sempre più su armamenti avanzati che permettono di colpire a lunga distanza. Al centro di questa evoluzione troviamo due nuovi protagonisti: il missile aria-aria PL-17 e il missile antinave YJ-15, entrambi progettati per estendere il raggio d’azione dell’Aviazione cinese ben oltre i confini nazionali.
Il PL-17 (nelle foto in alto e qui sotto ) è un colosso lungo circa sei metri recentemente apparso in nuove immagini che ne confermano l’esistenza e il probabile ingresso in servizio operativo. Questo missile è progettato per viaggiare ad una velocità pari a Mach 4, coprendo distanze fino a 400 km.
La sua missione non è il duello ravvicinato con altri caccia ma piuttosto l’eliminazione dei “centri nervosi” delle forze aeree nemiche come i grandi aerei radar o le aerocisterne che riforniscono i velivoli in volo. Grazie a tecnologie di guida sofisticate che lo rendono preciso e difficile da ingannare elettronicamente, il PL-17 può essere trasportato dai caccia J-16 e, in futuro, potrebbe essere integrato anche sugli aerei stealth di ultima generazione incluso il J-36.
In uno scenario di combattimento moderno infatti, è stato ipotizzato l’impiego dei J-16 con i caccia di quinta generazione cinesi J-20. Mentre il J-20 dovrebbe operare per infiltrarsi silenziosamente nelle linee nemiche e per individuare i bersagli senza essere visto, il J-16 agisce da “arsenale volante” grazie ai suoi 12 punti di aggancio esterni, potendo trasportare una quantità di missili e bombe di precisione che i caccia stealth non potrebbero mai contenere nelle loro stive interne.

Ricordiamo che il J-16 è entrato in servizio per la prima volta poco più di dieci anni fa; secondo gli analisti si tratterebbe di uno sviluppo nazionale del caccia russo Sukhoi Su-30MKK, secondo il costruttore si baserebbe invece sul J-11BS (versione indigena biposto del J-11, a sua volta produzione su licenza del Sukhoi Su-27 “Flanker”). Del J-16 Pechino ha successivamente sviluppato versioni da impiego speciale come ad esempio il J-16D da guerra elettronica.
Parallelamente, anche la Marina cinese sta potenziando le sue portaerei dotando i caccia imbarcati J-15 del nuovo missile antinave YJ-15. Quest’arma, il cui design è ispirato a grandi linee al russo Kh-31 (nella foto sotto) , rappresenta un tassello fondamentale nel passaggio della flotta da una semplice difesa delle coste a una proiezione di forza nei grandi oceani. L’YJ-15 è infatti un missile supersonico più piccolo dei modelli precedenti per poter essere trasportato dai velivoli da co,bttimento.
La versione modernizzata del caccia J-15, operando dalla nuova portaerei Fujian, può ora decollare con un carico maggiore di carburante e armi diventando una minaccia temibile per qualsiasi flotta nemica.

Anche il J-15, ricordiamo, è un clone “cinesizzato” di un prototipo di Sukhoi Su-33 (T-10K-3) abbandonato in Ucraina e completamente rivisto e nazionalizzato nell’elettronica, nei computer di bordo, nei radar e nei motori.
A sua volta, come per il J-16, anche il J-15 ha costituito la base per altre versioni specifiche “Made in China” come ampiamente trattato in passato da Analisi Difesa.
L’integrazione di questi sistemi dunque, crea una rete difensiva e offensiva a più strati. Mentre i caccia in volo possono colpire obiettivi distanti ricevendo dati dai radar delle navi di scorta, i nuovi missili garantiscono che nessun bersaglio, sia esso un aereo di supporto o una grande nave da guerra, sia più al sicuro nelle retrovie.
In definitiva, la Cina sta costruendo un arsenale coordinato dove l’aviazione imbarcata e i missili a lungo raggio lavorano insieme per dominare i cieli e i mari, neutralizzando le capacità di supporto dell’avversario prima ancora che questo possa avvicinarsi.
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








