Rapporto FoTI: troppa tecnologia americana nelle funzioni critiche delle nazioni europee

 

 

Oltre tre quarti dei Paesi europei si affidano ai servizi di cloud computing americani per funzioni critiche per la loro sicurezza nazionale. Lo evidenzia il rapporto Cloud Defence – An Exposed European Flank, che mette in luce i rischi posti da questa dipendenza digitale in un momento in cui i governi europei temono sempre più che i servizi, in particolare quelli relativi alla difesa, possano essere vittime di un meccanismo che interrompe l’accesso ai dati e ai servizi remoti (noto come “interruttore di sicurezza”) qualora le tensioni con l’amministrazione Trump dovessero intensificarsi.

“La Russia di Putin sta conducendo una guerra contro un Paese europeo, l’Ucraina, ma abbiamo anche un presidente americano che ha minacciato la Danimarca e la Groenlandia“, dice Tobias Bacherle del think-tank Future of Technology Institute (Foti). Secondo i ricercatori, i sistemi di sicurezza nazionale di 23 dei 28 paesi studiati (Stati membri dell’Ue e Regno Unito) “sembrano dipendere da tecnologie americane”.

Lo studio si basa su informazioni pubblicamente disponibili provenienti dai siti web di vari ministeri della difesa, organi di stampa nazionali e registri degli appalti pubblici dell’Ue e del Regno Unito, al fine di identificare i principali contratti cloud assegnati a fornitori americani, tra cui colossi come Microsoft, Google, Amazon e Oracle.

Tra i paesi analizzati, 16 “corrono un alto rischio di un potenziale ‘interruttore di sicurezza’ statunitense”, osserva il think tank con sede a Bruxelles, tra cui Germania, Polonia e Regno Unito, tre delle principali potenze militari in Europa. Solo un paese, l’Austria, non membro della Nato, è stato classificato come a rischio mitigato.

Alcuni Paesi stanno già cercando di sviluppare soluzioni nazionali o europee per garantire la propria sovranità digitale, il che ha spinto le aziende americane a offrire servizi cloud “sovrani” che, a loro dire, sfuggirebbero al controllo di Washington.

Tuttavia, “questa etichettatura non risolve i problemi di dipendenza di fondo”, ha sottolineato il gruppo, poiché questi servizi potrebbero comunque essere soggetti alla legislazione statunitense, che consente agli Stati Uniti di richiedere alle aziende la consegna dei dati archiviati all’estero.

Secondo i ricercatori, queste aziende potrebbero anche essere costrette a sospendere la manutenzione e gli aggiornamenti di sicurezza a causa delle sanzioni statunitensi.

L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno interrotto l’accesso dell’Ucraina ad alcuni servizi, tra cui le immagini satellitari fornite dalla società americana Maxar, dopo un acceso scambio di battute nello Studio Ovale tra i presidenti Trump e Zelensky. Questo episodio è stato “un vero e proprio campanello d’allarme”, dice Katja Bego del think tank britannico Chatham House.

Il rapporto di FoTI integrale a questo link

(con fonte AGI)

 

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: