A patti con il nemico. L’ultimo libro di Gastone Breccia

«La pace non è uno stato di natura turbato a causa delle umane debolezze, ma un patto tra comunità… La sicurezza disarmata è un’illusione: il desiderio di pace universale è tra i sentimenti più nobili, ma ha soltanto scalfito la dura superficie del mondo reale»
«Creano un deserto e lo chiamano pace.» Nonostante siano trascorsi quasi duemila anni da quando Tacito immortalava così l’aggressiva politica di Roma, ancora oggi assistiamo a scene di devastazione degne del suo aforisma.
D’altronde il conflitto caratterizza da sempre la vita delle comunità, e la storia umana non è altro che un susseguirsi di guerre intervallate da accordi più o meno duraturi. Se il primo trattato di pace che ci sia giunto, quello tra Ramses ii e il sovrano ittita Hattušili, professava il conseguimento di una «pace per l’eternità» – tanto che il suo testo campeggia nella sala dove si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’ONU –, gli uomini non hanno mai smesso di incrociare le armi.

Scrivere un saggio sulla pace significa allora scrivere la storia di un miraggio; confrontandosi con la realtà, significa ripercorrere la vicenda dei trattati che hanno interrotto, temporaneamente, lo stato di belligeranza tra i gruppi umani. Per orientarsi in questo vastissimo orizzonte, Gastone Breccia, uno dei massimi esperti italiani di storia militare, individua e analizza alcune tipologie specifiche nel modo di concludere i conflitti: dalla pace imposta con lo sguardo rivolto a nuove conquiste al cessate il fuoco in vista di un equilibrio politico e bellico duraturo; dagli accordi tra nemici irriducibili a paci strette per riparare ciò che è stato distrutto, fino alla «pace ibrida» che caratterizza la nostra era di disordine globale.
Quale che sia la sua natura, la pace resta tra le più fragili invenzioni degli esseri umani: chi sarà in grado di costruire la prossima farebbe bene a tener conto dei fallimenti di tanti secoli di storia, senza per questo perdere fiducia nella possibilità di dare un ordine meno ingiusto al mondo di domani.
A questo link il video della presentazione del libro a Bordighera.
Gastone Breccia – Nato a Livorno nel 1962, laureato in Lettere classiche, dal 2001 insegna Storia e Letteratura Bizantina all’Università di Pavia. Ha curato per la collana “I Millenni” il volume antologico L’arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz (Torino, Einaudi 2009), cui sono seguiti vari saggi quali I figli di Marte. L’arte della guerra nell’antica Roma (Milano, Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Bologna, Il Mulino 2013); 1915. L’Italia va in trincea (Bologna, Il Mulino 2015).
Nel 2011 ha seguito sul campo il conflitto afghano da cui è nato il volume La tomba degli imperi (Milano, Mondadori 2013) e nel 2015 quello in Iraq e Siria. Da anni si dedica anche alla ricerca in campo storico-militare contemporaneo. tra i suoi ultimi volumi ricordiamo Missione fallita (2020), Trafalgar. La battaglia navale (2024), e poi 200 Generazioni – Dalla pietra all’IA, storia delle armi nella storia dell’umanità (scritto nel 2024 con Alessandro Ercolani) e L’ultimo inverno di guerra. Vitae morte sul fronte dimenticato (entrambi del 2024). Per Analisi Difesa ha pubblicato un reportage dal Kurdistan durante il conflitto contro lo Stato Islamico.
A patti con il nemico
di Gastone Breccia
Marsilio editore
Pubblicato Aprile 2026
320 pagine
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Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli
Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario.








