Che fine ha fatto il futuro intercettore russo PAK-DP (MiG-41)?

I media stranieri hanno riferito recentemente che l’ufficio di progettazione Mikoyan ha completato la definizione dell’aspetto del futuro intercettore a lungo raggio MiG-41.
Le notizie citano un’intervista rilasciata al canale Russia Today dall’ex Comandante dell’Aeronautica russa Vladimir Popov, secondo il quale il primo volo del prototipo avverrà «nei prossimi anni». Lo sviluppo, com’è noto, è in corso nell’ambito del programma PAK-DP (Perspektivnyy Aviatsionnyy Kompleks Dal’nego Perekhvata, ovvero “Futuro sistema aereo di intercettazione a lungo raggio”), proseguendo la linea delle sigle che identificano i nuovi progetti russi come il PAK-FA (da cui è nato il caccia Sukhoi Su-57) e il PAK-DA (futuro bombardiere).
Analisi Difesa ne aveva parlato nel 2017 e successivamente nel 2018, quando avevamo riportato le dichiarazioni dell’allora direttore generale del bureau MiG, Ilya Tarasenko.
Quest’ultimo aveva confermato che il caccia di quinta generazione avrebbe ereditato il ruolo del MiG-31 puntando a caratteristiche quasi fantascientifiche: velocità tra Mach 4 e 4.3, armamenti laser e la capacità di operare fino alle quote della stratosfera.

Oggi emerge però una prospettiva più critica: lo sviluppo del MiG-41 sarebbe la prosecuzione di lavori iniziati alla fine del periodo sovietico negli anni ’80.
Secondo l’analista militare russo Alexey Zakharov, definire “studi” quelle ricerche è un’esagerazione: – «C’erano due anziani dipendenti che disegnavano l’MDP (Intercettore a Lunga Gittata Multifunzionale, sigla interna “Izdeliye 701” – o “Progetto 701”), ognuno con la propria versione.
Il modello da esposizione di una di queste varianti è proprio quello che circola ancora oggi nelle foto: un design che risale a quasi quarant’anni fa e che non è mai diventato realtà per mancanza di fondi».
Zakharov esprime poi forte scetticismo anche sulle stime attuali: – «La velocità superiore a Mach 4 è improbabile. Se il calore può essere gestito con titanio e acciaio, i normali turbogetti non possono garantire tali prestazioni; servirebbero turbostatoreattori, una sfida tecnologica enorme».
Anche il peso solleva dubbi: con una massa al decollo stimata all’estero in cento tonnellate, il MiG-41 peserebbe quasi quanto un bombardiere Tupolev Tu-22M3 (112 tonnellate), mentre i progetti originali degli anni ’80 si fermavano a 65 tonnellate.
Infine, Zakharov contesta la missione stessa del velivolo. Se si pensa che il MiG-31 servisse a intercettare i missili da crociera sopra il Polo Nord, si cade in errore: – «Un B-52 può lanciare fino a 20 missili: il MiG-31 non avrebbe mai avuto abbastanza munizioni. Il vero compito era distruggere i vettori prima del lancio».
Nelle condizioni attuali, una copertura efficace di questo tipo non appare risolvibile. Pertanto, le recenti notizie sul programma PAK-DP sembrano essere semplicemente un fake. Dopo la recente riorganizzazione aziendale, l’ufficio Mikoyan si dedicherà dunque verosimilmente a compiti ben più pragmatici rispetto alla riesumazione di concept obsoleti risalenti a mezzo secolo fa.
Immagini: Mikoyan
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








