Il flop del caccia franco-tedesco FCAS

 

 

Germania e Francia hanno interrotto il progetto congiunto per lo sviluppo del caccia di sesta generazione Future Combat Air System (FCAS o SCAF), segnando la fine di anni di tensioni industriali tra Airbus e Dassault.

A dare l’annuncio hanno provveduto i media. Il quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha riferito che il cancelliere tedesco Friedrich Merz avrebbe informato il presidente francese Emmanuel Macron che la costruzione di un velivolo comune “non proseguirà”. Secondo il giornale, il programma per il jet con equipaggio — cuore del futuro sistema europeo di combattimento aereo sviluppato anche con la Spagna — sarebbe stato abbandonato a causa dell’impossibilità di raggiungere un’intesa tra Airbus e Dassault.

La cooperazione franco-tedesca dovrebbe tuttavia proseguire sull’architettura digitale del Programma FCAS, destinata a collegare aerei, droni e satelliti in un’unica rete operativa. La ripartizione dei compiti potrebbe essere discussa nel prossimo consiglio dei ministri franco-tedesco, previsto a luglio. Secondo Handelsblatt, l’uscita dallo stallo ricalca la proposta avanzata nei mesi scorsi dall’industria aerospaziale tedesca e dal sindacato IG Metall, basata su una ‘soluzione a due velivoli’:

Dassault svilupperebbe il futuro caccia francese, mentre Airbus lavorerebbe a un modello destinato a Germania e probabilmente Spagna, con possibile apertura ad altri partner industriali, tra cui la svedese Saab.

Si tratta dell’ennesimo fallimento della cooperazione militare franco-tedesca dopo che Berino non ha volto partecipare all’aggiornamento dell’elicottero da attacco Tiger e dopo l’abbandono di fatto del programma congiunto per il nuovo carro armato MGCS.

L’agenzia France Presse ha riportato ieri che il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno concordato di “non proseguire più la realizzazione di un aereo da combattimento comune, giunti alla constatazione condivisa che le aziende (Airbus e Dassault Aviation, ndr) non riescono a trovare un accordo sulla costruzione di un aereo da combattimento comune“, ha dichiarato la fonte all’agenzia confermando le indiscrezioni rilanciate poco prima dal Financial Times secondo cui Berlino Merz avrebbe detto a Macron durante un incontro in Montenegro venerdì che sarebbe stato meglio porre fine alla partnership per la realizzazione del caccia.

Sempre secondo il quotidiano londinese Merz avrebbe proposto che i due Paesi e la Spagna, anch’essa partner del programma, continuino a lavorare insieme sulla cosiddetta combat cloud, l’architettura software progettata per collegare in tempo reale aerei, sensori, radar, droni e satelliti.

Un funzionario dell’Eliseo ha riferito che Francia e Germania sono rammaricate per l'”incapacità” di Dassault Aviation e Airbus di raggiungere un accordo per lo sviluppo congiunto del caccia comune FCAS

La Germania deve “cercare nuove partnership internazionali” nel settore della difesa, ha dichiarato il presidente della commissione Difesa del Bundestag, Thomas Roewekamp. “Il fallimento del progetto FCAS é deplorevole, poiché l’Europa necessita di maggiore, e non minore, cooperazione, in particolare nel campo della difesa aerea e delle tecnologie del futuro La Germania dispone di solidi partner europei, tra cui Regno Unito, Spagna e Svezia, fortemente interessati a sviluppare la prossima generazione di sistemi di combattimento aereo. Dovremmo ora cogliere l’opportunità di stringere nuove partnership valide, basate su condizioni di parità. Collaborazioni in grado di rafforzare il progresso tecnologico e la sovranità industriale dell’Europa”.

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha espresso la sua delusione per il fallimento del progetto FCAS ma ritiene che questo non metterà a dura prova le relazioni franco-tedesche, ha spiegato il ministro: “Non c’è assolutamente alcun motivo per supporre che ciò abbia incrinato le relazioni franco-tedesche. Con le conoscenze che abbiamo oggi, non avremmo impostato questo progetto nello stesso modo in cui è stato impostato allora. Questa è una lezione che dobbiamo imparare“, ha sottolineato Pistorius. “Si trattava di un progetto europeo ambizioso e di vasta portata, che ora si è scontrato con la realtà. Questo non cambia assolutamente nulla nei nostri rapporti con la Francia”.

Pistorius si è rifiutato di “speculare” pubblicamente su un progetto alternativo per un nuovo aereo. “Vedremo quali strade intraprenderemo“. Ha affermato di essere “in trattative con diverse parti interessate da mesi” al riguardo. Il Team Gen 6 ha preparato un documento programmatico e lo ha presentato al ministro della Difesa tedesco, ha dichiarato un portavoce dell’azienda Hensoldt.

Ulteriori informazioni sul progetto saranno annunciate giovedì all’ILA Berlin Air Show. L’alleanza Team Gen 6 è un consorzio formato da Airbus Defence and Space, Autoflug, Diehl Defence, Hensoldt, Liebherr, MBDA, MTU Aero Engines e Rohde & Schwarz.

“Dovremmo avviare rapidamente uno sviluppo nazionale per le esigenze dell’aeronautica tedesca”, ha dichiarato il sindacalista Thomas Pretzl, presidente del consiglio aziendale di Airbus Defence & Space. “L’industria tedesca è in grado di farlo“, ha aggiunto, precisando che eventuali altri partner internazionali potrebbero unirsi in una fase successiva.

Per Airbus, una decisione rapida è considerata cruciale: entro la fine dell’anno termina infatti la prima fase del programma FCAS e il rischio, in assenza di un progetto sostitutivo, sarebbe la dispersione di competenze e know-how di ingegneri e tecnici altamente specializzati. Particolarmente interessato sarebbe il sito Airbus di Manching, vicino a Ingolstadt, dove lavorano circa 6.000 dipendenti impegnati anche nell’assemblaggio finale dell’Eurofighter.

Manching è il centro dell’aviazione militare tedesca e potrebbe diventare il nucleo di un nuovo sviluppo di velivoli da combattimento“, ha spiegato Pretzl. Secondo il manager sindacale, un progetto a guida tedesca garantirebbe nuova occupazione, continuità tecnologica e benefici economici per l’intera filiera industriale nazionale.

Foto: Airbus

 

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