Crisi Hormuz: l’India triplica l’importazione di petrolio russo

Negli ultimi mesi l’India ha quasi triplicato le importazioni di petrolio russo per mettersi al riparo dalle conseguenze del prolungarsi indefinitamente della crisi tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz.
Lo ha scritto il Financial Times (citato in Italia da Agenzia Nova), precisando che l’importazione di petrolio russo ha raggiunto un livello record: i dati della società di consulenza Kpler rivelano che nei mesi di giugno e luglio l’India ha importato dalla Russia oltre 2,6 milioni di barili di greggio al giorno, contro circa un milione a febbraio. Il petrolio russo rappresenta oggi oltre la metà delle importazioni indiane di greggio, salite complessivamente a circa 5 milioni di barili al giorno.
L’India aveva precedentemente ridotto gli acquisti dalla Russia dopo le pressioni e le minacce di dazi dell’amministrazione presidenziale statunitense, ma le difficoltà nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz hanno spinto Nuova Delhi a rivolgersi nuovamente a Mosca.

Washington ha nel frattempo concesso deroghe per consentire l’acquisto di petrolio russo nell’ambito delle misure adottate per contenere l’impatto della crisi del Golfo. L’India dipende fortemente dalle importazioni di energia. Secondo il centro studi governativo Niti Aayog, il carbone rappresenta quasi il 60 per cento dell’approvvigionamento energetico nazionale e il petrolio il 28 per cento, mentre il nucleare si ferma all’1,6 per cento.
Nuova Delhi sta cercando di diversificare il mix, aprendo anche il settore nucleare agli operatori privati e rafforzando la produzione interna di gas di petrolio liquefatto (Gpl), ma gli esperti avvertono che la transizione richiederà tempo. Parallelamente, il governo punta ad ampliare le riserve strategiche: il Paese può attualmente stockare 5,33 milioni di tonnellate di petrolio nelle scorte strategiche e, sommando quelle commerciali, dispone di capacità equivalenti a circa 74 giorni di importazioni.

Le relazioni con la Russia restano molto strette come dimostra la visita il 24 agosto a Mosca del ministro degli Esteri di New Delhi, Subrahmanyam Jaishankar. Il presidente russo, ha manifestato in particolare la disponibilità della Russia ad aumentare le forniture di fertilizzanti all’India per affrontare il problema per il settore agricolo determinato anch’ess dalla crisi di Hormuz.
“Stiamo facendo tutto il possibile per risolvere la questione per gli agricoltori indiani, aumentando le forniture e siamo pronti a farlo ancora”, ha affermato il presidente russo.
“La sua visita odierna sottolinea il livello delle relazioni che si sono consolidate tra Russia e India nel corso di decenni”, ha affermato Putin. Da parte sua, Jaishankar ha proposto di discutere la cooperazione nel settore dell’energia nucleare e ha trasmesso a Putin un messaggio del primo ministro Narendra Modi.
Il presidente russo ha detto che ha in programma a tempi brevi un incontro con lo stesso premier indiano nell’ambito di un vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) in programma il primo settembre a Bishkek, in Kirghizistan. Il capo del Cremlino ha aggiunto che un altro incontro tra i due leader potrebbe svolgersi in occasione del vertice dei Paesi Brics in programma a New Delhi il 12 e 13 settembre.
All’incontro hanno partecipato, per la parte russa, anche il primo vice primo ministro Denis Manturov, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, il vice capo dell’Amministrazione presidenziale Maxim Oreshkin e l’assistente presidenziale Juri Ushakov.
Foto Presidenza Russa
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