Quel misterioso “carico speciale” ucraino diretto a Davos

Agenzia Nova – Il Partito della libertà austriaco (FPO) ha chiesto nuovi chiarimenti al governo di Vienna sul transito attraverso l’Austria, avvenuto in occasione del Forum economico mondiale di Davos dello scorso gennaio, di un veicolo riconducibile ai servizi di sicurezza ucraini che trasportava circa 200 chilogrammi di “carico speciale”.
Lo riferisce il quotidiano austriaco “Kronen Zeitung”, secondo cui il mezzo, un furgone Volkswagen, avrebbe attraversato il territorio austriaco senza che il carico venisse sottoposto a controlli doganali o di sicurezza. Alla base della vicenda vi sarebbe una nota verbale del ministero degli Esteri ottenuta dall’FPO nell’ambito della corrispondenza diplomatica tra Vienna e Kiev.
Il documento riguarderebbe la richiesta di autorizzazione al transito di un convoglio ucraino diretto al Forum economico mondiale, al quale parteciparono tra gli altri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump.
La natura dei 200 chilogrammi di materiale trasportato non è indicata. Il segretario generale dell’FPO, Christian (nella foto), ha chiesto alle autorità di chiarire “cosa contenessero quei 200 chilogrammi: contanti, oro, armi, documenti o qualcos’altro”, sottolineando che si tratta al momento di interrogativi privi di risposta.
“L’Austria non è’ un corridoio di transito senza legge per i servizi segreti stranieri. Siamo ancora uno Stato neutrale”, ha dichiarato Hafenecker. Il ministero degli Esteri austriaco, interpellato dal quotidiano, ha confermato di avere ricevuto la nota diplomatica, spiegando di averla trasmessa al ministero dell’Interno competente.
“Riceviamo praticamente centinaia di note verbali ogni giorno. Abbiamo inoltrato quella pertinente al ministero dell’Interno“, ha fatto sapere il dicastero. L’FPO ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare per accertare chi abbia autorizzato il transito, quali controlli fossero previsti e quale fosse la natura del carico.
La vicenda si inserisce in una polemica più ampia sollevata negli ultimi mesi dall’FPO sui trasferimenti di contanti e oro tra Austria e Ucraina. Secondo dati forniti dal ministro delle Finanze Markus Marterbauer in risposta a una precedente interrogazione parlamentare e citati dalla “Kronen Zeitung”, tra il 2022 e il 2026 sarebbero state presentate 1.011 dichiarazioni di esportazione relative a trasporti di contante da Vienna verso Kiev, attraverso Budapest, per un valore complessivo indicato in 11,85 miliardi di euro e 7,7 miliardi di dollari.
Il giornale riferisce inoltre di 19 trasporti di lingotti d’oro per un valore superiore a 130 milioni tra dollari ed euro. Tali operazioni, effettuate secondo il quotidiano con veicoli blindati della Raiffeisen Bank International, erano già finite al centro dell’attenzione politica dopo che in Ungheria un mezzo era stato temporaneamente fermato dalle autorità durante la campagna elettorale, per poi essere autorizzato a proseguire verso l’Ucraina.
L’FPO lega ora questi precedenti al nuovo caso del convoglio ucraino transitato attraverso l’Austria e chiede al governo di rendere pubblici ulteriori dettagli sulle procedure di autorizzazione e controllo applicate.
Fonte Agenzia Nova
Foto Parlamento Austriaco
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