Più entrate da gas e petrolio per la Russia che continua a venderne all’Europa

Russia, ad ottobre le entrate da petrolio e gas cresceranno del 10% su base annua Russia, ad ottobre le entrate da petrolio e gas cresceranno del 10% su base annua (
Energia Oltre – Secondo un calcolo dell’agenzia Reuters, le entrate del bilancio federale russo derivanti dalle imposte su petrolio e gas – che rappresentano circa un quinto delle entrate complessive dello Stato – ad ottobre dovrebbero aumentare del 10% su base annua, raggiungendo un trilione di rubli (11,97 miliardi di dollari).
Si prevede che ad ottobre le entrate fiscali legate a petrolio e gas più che raddoppieranno rispetto a settembre, principalmente a causa dei versamenti trimestrali dell’imposta aggiuntiva sulla produzione petrolifera, calcolata sugli utili.
Al netto dell’imposta, le entrate di questo mese dovrebbero superare i livelli di settembre di circa 164 miliardi di rubli, pari a un incremento del 36%. I calcoli di Reuters si basano sui dati relativi alla produzione di petrolio e gas, ai volumi di raffinazione e alle forniture destinate ai mercati interni e internazionali.
Il 12 ottobre la Russia ha reso noto di aver venduto ai paesi europei idrocarburi per oltre 320 miliardi di dollari dal 2022, nonostante le sanzioni adottate nei suoi confronti a causa del conflitto in Ucraina. “Questa cifra ammonta, per il periodo che va dal 2022 a oggi, a 320,7 miliardi di dollari (circa 286 miliardi di euro). Si tratta del volume delle forniture di risorse energetiche ai paesi dell’Unione Europea“, ha affermato in televisione il vice primo ministro russo responsabile dell’Energia, Alexander Novak.
Secondo Novak, i paesi europei hanno acquistato idrocarburi russi per un valore di 21,3 miliardi di dollari (circa 19 miliardi di euro) soltanto nei primi nove mesi del 2026. “In altre parole, nonostante le restrizioni legate alle sanzioni, continuiamo a fornire risorse energetiche in alcuni settori per i quali sono state concesse delle deroghe“, ha aggiunto Novak.
L’Unione Europea ha adottato numerose sanzioni contro la Russia dall’inizio dell’offensiva su larga scala in Ucraina, ma molti paesi, tra cui la Francia, continuano ad approvvigionarsi di idrocarburi russi, in particolare di gas naturale liquefatto (GNL).
Diversi Stati, tra cui Slovacchia e Ungheria, beneficiano inoltre di un’esenzione per l’acquisto di petrolio russo trasportato tramite oleodotto. Questo totale non tiene conto degli idrocarburi russi che giungono in Europa in modo indiretto, dopo essere stati lavorati in paesi terzi come l’India e la Turchia; questi paesi, al pari della Cina, hanno incrementato massicciamente i propri acquisti di greggio russo a partire dal 2022.
La situazione ha suscitato critiche da parte dei funzionari statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump; quest’ultimo ha annunciato venerdì un accordo per la fornitura
Fonte: Energia Oltre – ANR e AGI/AFP
Foto Gazprom
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