L’Esercito presenta le nuove Razioni K

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Adnkronos – Addio al fornelletto da campo e alle bustine di liquore ‘cordiale’, via libera alle barrette energetiche e al cappuccino, perche’ anche in ‘prima linea’ l’Italian Style in fatto di alimentazione non si discute: cambiano le esigenze operative dei militari, sempre piu’ spesso impegnati in missione all’estero e si evolvono quindi le razioni alimentari da combattimento. Confezioni hi-tech auto-riscaldanti, razioni che assicurano un maggior apporto di calorie ma un minor peso complessivo da caricare nello zaino: la versione aggiornata della storica ‘Razione K’ e’ in fase di avanzata definizione nei suoi dettagli ma le linee guida sono state tracciate in un recente vertice in ambito Nato che ha permesso di salvaguardare comunque le tradizioni e le abitudini alimentari di ogni Paese dell’Alleanza atlantica. E cosi’ e’ stato dato il via libera a menu’ piu’ vari e numerosi (quelli ‘italiani’ diventeranno dieci), ”con un aumento dell’apporto calorico totale, che passera’ da 3.650 a 4.000, calcolando un consumo medio di alimenti per circa 2.500 calorie da parte del militare. Queste linee guida, che ora saranno tradotte in pratica -dice all’Adnkronos il tenente colonnello Pierluigi Merola, del Corpo di Commissariato dell’Esercito- tengono conto dei fattori connessi alla cultura e alle tradizioni alimentari dei vari Paesi.”La scelta di proporre menu piu’ vari -aggiunge il tenente colonnello Merola- aumentandone anche il numero e’ connessa all’esigenza di fornire tutti gli apporti nutrizionali necessari alle determinate esigenze operative del personale. La varieta’ delle proposte alimentari offerte al militare puo’ giocare poi un ruolo nell’evitare la possibile remora psicologica al consumo che potrebbe verificarsi trovandosi di fronte sempre gli stessi alimenti per lunghi periodi di tempo”. Le nuove confezioni non prevedono piu’ l’utilizzo del fornelletto da campo: gli involucri contengono una soluzione che, ad una lieve pressione, provocano una reazione chimica che scalda il contenuto. Un bel passo avanti rispetto alle vecchie Razioni K, con una diminuzione di peso complessiva di circa 500 grammi. Le razioni sono quindi gia’ pronte per il consumo, piu’ facili da maneggiare, aprire e utilizzare e garantiscono una migliore efficienza di imballaggio e riduzione dei costi di trasporto e di stoccaggio. Le dosi e i menu sono stati studiati per garantire circa il 28% di energia totale a colazione, il 50% a pranzo e il 22% a cena. A colazione non mancano pane o cracker, due porzioni di marmellata di frutta, una barra di cioccolato, una porzione di biscotti e una barretta energetica. Quest’ultima andra’ a ‘compensare’, sotto il profilo proteico, le colazioni a base di uova e bacon tipiche dei militari dei Paesi nordici. A pranzo previsti primo e secondo piatto, grissini, dessert, energy drink e barrette energetiche, con menu che si alternano per offrire la piu’ ampia varieta’ al militare in missione. La cena sara’ invece un pasto piu’ leggero, con un involucro contenente la portata principale, cracker, grissini, cereali e fruit bar, alternati a seconda dei diversi menu. Le razioni previste dal programma ‘Italian Ration Pack Project’ variano da un minimo di 4.002 a un massimo di 4.056 calorie. Tra i dieci diversi menu la percentuale di carboidrati si attesta intorno al 55-58%, proteine comprese tra l’11 e il 13%. Tra i prodotti alimentari supplementari disponibili anche il ‘sacchetto bevanda Cappuccino’, il caffe’ solubile e il the al limone, gomme da masticare senza zucchero per l’igiene orale (confezione da due per ogni pasto), compresse per purificare l’acqua, stuzzicadenti e salviette umidificate. ”Una dieta monotona e ripetitiva rischia di essere squilibrata dal punto di vista nutrizionale. Ben venga quindi la decisione di rinnovare le razioni alimentari militari”. Lo sottolinea all’Adnkronos il prof. Giacinto Miggiano, primario di dietetica al Policlinico Gemelli. La scelta di proporre un ventaglio piu’ ampio di menu’ (saranno in tutto dieci) ”e’ importante perche’ assicura ogni giorno un diverso apporto di nutrienti. La varieta’ dei cibi e’ una condizione fondamentale per una buona alimentazione”. Di rilievo, per il nutrizionista della Cattolica, anche ”il fatto di aver mantenuto le peculiarita”’ della tradizione gastronomica italiana, con menu’ ad hoc studiati per ogni singolo Paese della Nato. ”Non va dimenticato anche l’aspetto psicologico, perche’ il cibo monotono -rileva Miggiano- finisce per risultare meno appetibile. E gli uomini non si limitano a nutrirsi ma mangiano, che e’ un concetto ben diverso”. Non ci si deve stupire, poi, della decisione di proporre razioni da 4mila calorie. ”Non tutti i militari hanno la stessa corporatura, il fabbisogno calorico puo’ variare anche in funzione dell’impiego. Evidentemente -osserva- e’ stato deciso di evitare il rischio di carenze caloriche assicurando una fornitura adeguata”.

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