Più cooperazione militare tra Italia e Russia

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Cambia la modalità di cooperazione industriale nel settore della difesa tra Italia e Russia. “La collaborazione passerà dall’assemblaggio dei mezzi come e’ stato finora, alla coproduzione affinché la produzione di elicotteri e mezzi corazzati veda ognuno dei due paesi responsabile al 50%”. Lo ha affermato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, nella conferenza stampa congiunta, insieme a Emma Bonino, Sergei Lavrov e Mario Mauro, che si e’ svolta oggi a villa Madama a Roma al termine della riunione ministeriale Esteri e Difesa Italia e Russia. Nel colloquio di ieri fra Shoigu e Mauro, Russia e Italia hanno gettato le basi per rilanciare non solo i programmi di cooperazione sospesi -i mezzi blindati Lince e gli elicotteri civili Agusta Westland 139- ma anche progetti per lo sviluppo e la produzione di nuovi mezzi, come un elicottero da trasporto, e quindi la cooperazione industriale nel settore della difesa. Non solo cooperazione, ma “coproduzione industriale” nel settore della difesa. Italia e Russia sono d’accordo sulla necessità di accrescere la collaborazione, secondo quanto sintetizza il ministro della Difesa Mario Mauro. Vogliamo fare di più perché cresca la cooperazione bilaterale – ha assicurato Mauro in una conferenza stampa a Villa Madama – Non vogliamo limitarci ad acquistare beni e servizi, ma vogliamo parlare di coproduzione di progetti e iniziative, dagli elicotteri ai Lince (l’Italia ha già inviato in Russia 180 blindati da assemblare in loco, ndr), perché sentiamo di dover mettere in comune anche conoscenze tecnologiche e maggiore capacità di coordinamento”.

”L’obiettivo è quello anticipato da Shoigu, ovvero che ognuno dei due paesi produca il cinquanta per cento delle componenti del mezzo in questione, che non verrà più così solo assemblato in Russia su licenza della compagnia produttrice italiana”, spiega all’Adnkronos il Segretario generale della difesa, Claudio Debertolis, anticipando che Segredifesa e la controparte russa definiranno un memorandum per stabilire le modalità di questa collaborazione di nuovo tipo. Memorandum che verrà approvato, aggiunge, in occasione del vertice italo russo in programma a novembre a Trieste. Saranno poi le compagnie interessate, nel caso del Lince, l’italiana Iveco e la russa Kamaz, sulla base di questo quadro, a discutere i dettagli di un nuovo accordo a questo punto solo industriale. ”Affianchiamo la nostra industria e facciamo un lavoro a quattro molto importante”, spiega Debertolis. Italia e Russia avevano raggiunto un accordo per l’assemblaggio in Russia di 358 Lince. Di questi, ne erano stati consegnati 57 nel 2012 e 126 nei mesi successivi, fra il gennaio e il febbraio di quest’anno. Poi, si erano bloccati i pagamenti da parte russa e quindi le consegne italiane. ”Oggi, abbiamo sbloccato la situazione e il contratto originario potrà essere addirittura ampliato”, commenta Debertolis. L’Iveco potrà lavorare direttamente con la Kamaz, e non più con l’Oboronservice (l’agenzia della difesa russa al centro di numerose inchieste di corruzione che hanno costretto alle dimissioni il precedente ministro della difesa Anatoly Serdyukov, ndr). Identica sospensione era avvenuta con la consegna degli Agusta Westland 139 (l’accordo di Agusta con Oboronprom risale al 2007): dei 30-35 elicotteri che avrebbero dovuto essere assemblati in Russia, ne sono stati consegnati soltanto sei. Anche in questo caso, il memorandum dovrebbe consentire il rilancio della produzione.

(Con fonti Ansa e adnkronos)

Approfondimenti 

http://www.formiche.net/2013/08/06/eni-finmeccanica-privatizzazioni/

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