Via allo «scudo» antimissile. Putin risponde con i bombardieri

tu160

di Mirko Molteni da  Libero  del 30 ottobre 2013

Lo scudo antimissile NATO in Europa, ufficialmente destinato ad abbattere missili lanciati dall’Iran, ma che la Russia teme sia rivolto al proprio arsenale, entra nella fase più avanzata. Con una cerimonia alla base di Deveselu, in Romania, è stata posata la prima pietra delle installazioni che ospiteranno 24 missili intercettori americani SM-3. Presenti molti “alti papaveri” fra cui il presidente rumeno Traian Basescu, il sottosegretario americano alla Difesa James Miller e il vice segretario della NATO Alexander Vershbow. La base sarà operativa nel 2015 e vi saranno addetti fino a 500 militari americani. Ha detto Miller: «Iniziamo oggi una tangibile manifestazione del nostro impegno alla sicurezza in Europa». Come dire che, a dispetto del Datagate, le relazioni fra USA ed Europa resteranno strette grazie al concreto intreccio di strutture difensive. Basescu vi vedeva la conferma del cammino occidentale della Romania: «È la prova che siamo affidabili per Stati Uniti e NATO». Di tutt’altro avviso il presidente russo Putin: «Non c’è motivo di mettere in Europa uno scudo antimissile il cui raggio d’azione comprende il nostro territorio fino agli Urali».

L’esperto russo Piotr Eltsov rincara: «La maggior parte della popolazione russa pensa che il sistema sia rivolto contro di noi e appoggerà il presidente in ogni ritorsione». La base di Deveselu è solo il primo gradino. Entro il 2018 saranno operativi altri 24 missili antimissile SM-3 in Polonia, a Redzikowo, a coprire il fianco Nord dell’Alleanza Atlantica, oltre a missili similari imbarcati su incrociatori americani che solcano il Mediterraneo dal 2011 a partire da una base in Spagna. L’allarme a scoperta lontana è assicurato da un radar TPY attivo dal 2012 a Kurecik, in Turchia, mentre radar SPY dislocati presso le rampe dei missili daranno i dati d’ingaggio dei bersagli. Tutto coordinato dal centro di comando e controllo di Ramstein, in Germania, “cervello” dello scudo. Si compirà così quel processo iniziato nel 2002, quando l’America si ritirò unilateralmente dal trattato ABM del 1972, che limitava le difese antimissile per garantire la deterrenza nucleare. Da allora Mosca ha reagito congelando il trattato CFE sulla limitazione delle armi convenzionali in Europa e minacciando più volte di schierare a Kaliningrad, ai confini polacchi, i loro precisi missili Iskander, puntati sulle basi dello “scudo”.

Per ora, nelle stesse ore in cui americani e rumeni festeggiavano a Deveselu, la Russia si è limitata a un tacito ammonimento, mandando una coppia di bombardieri strategici Tupolev Tu160 (nella foto)  a sfiorare l’America con un lungo volo di 10.000 km. Dalla base di Engels, vicino al Volga, gli aerei si sono spinti sull’Atlantico, prima lambendo la Norvegia e costringendo caccia F-16 ad alzarsi dalla base di Bodo per pedinarli. Poi, i supersonici russi sono scesi lungo le coste degli USA, passando sui Caraibi e atterrando nell’alleato Venezuela, sulla base di Maiquetia. Un rimpiattino di giochi di guerra nel clima “acido” dei segreti svelati.

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