Nuovi contratti per MBDA

MBDAs-CAMM-missile-inflight-from-Sea-Ceptor-system-2013-Copyright-MBDA

Pioggia di contratti per l’azienda missilistica europea MBDA.  La Royal New Zealand Navy ha confermato l’acquisizione del sistema di difesa aerea a corto raggio imbarcato Sea Ceptor (nella foto) nell’ambito del programma d ammodernamento delle due fregate tipo ANZAC . Lo stesso sistema di concezione britannica  utilizzato dalle fregate Type 23 e Type 26  della Royal Navy. Come ha ricordato nei giorni scorsi il giornale francese La Tribune. l’Arabia Saudita ha confermato il contratto di oltre 150 milioni di euro per i missili terra aria VL Mica destinati alla Guardia Nazionale, la formazione dell’esercito controllata direttamente dal sovrano saudita e guidata dal principe Mitaeb bin Abdullah. I Mica rimpiazzeranno i missili Mistral sempre prodotti da MBDA. In Malesia l’ordine per i sistemi di lancio destinati alle sei corvette del tipo Gowind (progettate dai francesi di DCNS) vale quasi 100 milioni di euro che saliranno a quasi 400 con le forniture di missili  Mica ed Exocet Block 3. Secondo fonti di stampa francesi sarebbe imminente anche la firma del contratto con la Marina vietnamita che dovrebbe imbarcare Mica ed Exocet sulle 4 corvette del tipo olandese Sigma. In dirittura d’arrivo ci sono altri contratti in Arabia Saudita per la fornitura di missili Brimstone e un nuovo lotto di missili da crociera Storm Shadow  destinati ai bombardieri Tornado e ai cacciabombardieri Eurofighter Typhoon e l’ammodernamento delle 4 fregate Medina e delle due navi logistiche classe Boraida. Queste ultime riceveranno il sistema di difesa aerea a corto raggio Simbad per un valore 40 milioni di euro ma l’intero programma di ammodernamento delle sei unità navali ha un valore di un miliardo di euro.
A questi contratti vanno aggiunti quelli per i missili antiaerei e antimissile Aster 30 venduti a Singapore e quello, ormai in dirittura d‘arrivo, per il missile indiano SRSAM (Short Range Surface to Air Missile) sviluppato da MBDA e prodotto in India, commessa che da sola potrebbe valere per l’azienda europea 1,8 miliardi di euro.

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