Attentati contro gli USA: i "consigli" del magazine di al-Qaeda

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Al-Qaeda in the Arabian Peninsula (AQAP) ha pubblicato il dodicesimo volume del magazine Inspire dal titolo “Shattered: a story about change” il quale esamina con grande risalto il ruolo della “Open Source Jihad” intesa come strumento di propaganda ed incitazione nei confronti dei jihadisti e di training per coloro intenzionati ad organizzare attentati suicidi esplosivi.
Nello specifico nel dodicesimo volume di Inspire viene presa in esame le modalità di pianificazione ed esecuzione di un attacco esplosivo condotto tramite un veicolo o mezzi rudimentali reperibili facilmente; Yahya Ibrahim, l’editore del magazine, prende come casi esempio l’attacco suicida condotto da Faisal Shahzad nel maggio del 2010 a Time Square e l’attentato alla maratona di Boston dell’aprile 2013 eseguito dai fratelli Tsarnaev. Seppure Faisal Shahzad era stato addestrato dai talebani del Pakistan, AQAP esamina quanto progettato dall’attentatore con l’obiettivo di favorire l’emulazione da parte di ulteriori jihadisti.

Secondo quanto riferito da Ibrahim, soprannominato “AQ Chef”, l’Intelligence ed i Servizi di Sicurezza degli Stati Uniti sarebbero incapaci di gestire e prevenire gli attacchi esplosivi all’interno del proprio territorio, convinzione emersa specialmente dopo l’attentato di Boston che ha evidenziato della falle e lacune nel sistema di prevenzione terroristica statunitense. L’editore di Inspire, incitando i suoi lettori a prendere spunto da quanto raccontato all’interno del magazine, dimostra la convinzione che un numero elevato di “Shahzad” risieda all’interno degli Stati Uniti e per poterli attivare occorre soltanto fornire loro istruzioni utili su come progettare un attentato e preparare un’auto bomba. Quindi l’approfondimento pubblicato su Inspire mostra ai futuri attentatori come realizzare una bomba assemblandola con strumenti ed utensili facilmente reperibili all’interno delle mura domestiche, tra cui bombole a gas e chiodi capaci di incrementare il numero delle vittime e dei danni collaterali.

Il dispositivo, su consiglio di Ibrahim, può essere fatto detonare tramite un timer oppure tramite un sistema di controllo remoto gestito direttamente dall’attentatore il quale può essere fabbricato utilizzando semplici apparecchi presenti all’interno dei sistemi di controllo e gestione dei garage. Ulteriori consigli vengono dati sul come poter eludere le autorità di sicurezza ed i loro controlli realizzando l’ordigno esplosivo soltanto poche ore prima dell’attentato e distribuendo separatamente il materiale necessario all’interno della propria abitazione in modo che una possibile perquisizione della casa risulti infruttuosa.
Una volta descritto il modus operandi sul come progettare ed eseguire l’attentato, il magazine passa in rassegna i possibili obiettivi da prendere in considerazione da parte dei futuri attentatori: non solo gli Stati Uniti, considerati il nemico principale per AQAP, ma anche Francia, Regno Unito ed altri paesi alleati degli USA possono divenire il “campo di battaglia” per i futuri jihadisti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, città come Washington, New York, Chicago,

Los Angeles e la Virginia del Nord, importante per la cospicua presenza militare e di agenzie federali e di sicurezza, devono essere considerati obiettivi preferiti e primari.  Anche se al-Qaeda è conosciuta e famosa per la volontà di colpire obiettivi di alto profilo, Inspire invece consiglia ai futuri attentatori di prendere in esame luoghi meno importanti dal punto di vista strategico ma gremiti di persone e noti per la loro mondanità: i bar di Arlington e Alexandria, M Street a Washington DC, ad esempio, possono essere scelti perché mete di personaggi di elevato profilo durante i fine settimana e luoghi di divertimento dove le persone sono solite confluire. In Francia e nel Regno Unito, invece, vengono inseriti nella lista gli stadi sportivi oppure le mete turistiche principali, vere attrazioni per migliaia di persone e quindi possibili obiettivi di attentati ad elevato impatto sulla popolazione civile. Il magazine si spinge oltre dichiarando che durante le feste natalizie il futuro attentatore potrebbe attirare le persone vestito da Santa Claus portando con se l’ordigno esplosivo e facendosi detonare all’interno di centri commerciali o strade gremite.

Inspire Magazine
Inspire Magazine è la rivista online scritta in lingua inglese pubblicata da AQAP ed intesa come il mezzo principale dell’organizzazione terroristica per raggiungere la massima audience possibile sfruttando una lingua comune come quella inglese ed il World Wide Web. Secondo gli studi, diversi estremisti ed attentatori  sono stati inspirati dal magazine nel perpetrare le loro azioni e i loro attentati utilizzando in alcuni casi le istruzioni fornite dalla rivista per confezionare gli ordigni esplosivi.

Anche se il magazine è direttamente collegato ad AQAP, la sua importanza può essere considerata a livello mondiale ed è capace di influire ed essere collegata anche alle differenti diramazioni di al-Qaeda ed organizzazioni che fanno parte del network terrorista. Il magazine ha promosso la “Open Source Jihad”, ossia la circolazione di informazioni utili per favorire la realizzazione di attentati terroristici da parte di jihadisti “solitari”, ossia non afferenti direttamente all’organizzazione. Ad esempio, il numero dell’estate del 2010 aveva realizzato un articolo su come costruire una bomba utilizzando una pentola a pressione e materiali di tutti i giorni dal titolo “How to make a bomb in the kitchen of your mom”.

Giuliano BifolchiVedi tutti gli articoli

Romano, è laureato in Scienze della Storia e del Documento all’Università Tor Vergata, e ha frequentato il Master II Livello in Peace Building Management presso la Pontificia Università San Bonaventura. Si occupa di Open Sources Intelligence e analisi della situazione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza rivolta soprattutto ai Paesi del Caucaso, Asia Centrale e Medio Oriente.

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