Iraq: i qaedisti dell’ISIS all'attacco di Samarra

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di Alberto Zanconato – ANSA
Insorti sunniti iracheni legati ad Al Qaeda hanno dato oggi una dimostrazione di forza, impadronendosi per alcune ore di diversi quartieri di Samarra, una delle città simbolo degli sciiti, e ritirandosi solo dopo ore di scontri con l’esercito e le forze di sicurezza. Almeno nove sono i morti e decine i feriti degli scontri, che hanno visto anche elicotteri intervenire per bombardare i ribelli, entrati in città a bordo di decine di veicoli, molti dei quali dotati di cannoncini. Gli insorti, appartenenti allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), hanno preso il controllo di cinque quartieri e di alcuni edifici governativi, tra cui la sede della difesa civile, dopo essere penetrati in città dal lato sud, uccidendo ad un posto di blocco cinque poliziotti e una donna. I miliziani hanno anche attaccato la casa del ministro della Scienza e Tecnologia, Abdul Karim al Samarrai, uccidendo tre guardie. E, secondo altre testimonianze, hanno cercato di entrare nel mausoleo che ospita le tombe del decimo e undicesimo degli Imam sciiti, Ali al Hadi e Hassan al Askari, ma sono stati respinti dalle guardie.

Nel febbraio del 2006 un attentato che distrusse la cupola d’oro del mausoleo dei due Imam scatenò un conflitto tra sciiti e sunniti che per due anni sconvolse tutto l’Iraq provocando decine di migliaia di morti. Le autorità e la comunità internazionale temono il ripetersi di un simile scenario a causa delle tensioni interconfessionali che scuotono il Paese da mesi, anche sotto l’influsso del conflitto civile nella confinante Siria. Dall’inizio dell’anno sono stati 4.000 gli uccisi nelle violenze, di cui 900 nel solo mese di maggio. Samarra, 120 chilometri a nord-ovest di Baghdad, si trova nella provincia di Salahuddin, confinante con quella di Al Anbar dove gli insorti sunniti hanno lanciato all’inizio dell’anno un’offensiva impadronendosi della città di Falluja e di alcuni quartieri della vicina Ramadi. Oltre 350 persone sono morte a Falluja sotto i bombardamenti delle forze governative che assediano la città. Nella sola giornata di oggi, secondo un portavoce dell’ospedale centrale, a Falluja otto persone sono rimaste uccise e nove ferite da colpi di mortaio.

Sempre oggi, per la prima volta dallo scorso gennaio, una delegazione del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha potuto entrare a Falluja per consegnare materiale sanitario necessario per curare i feriti. La situazione in città, 60 chilometri a ovest di Baghdad, è “disastrosa e i bisogni sono enormi”, ha sottolineato il Cicr in un comunicato. “Gli abitanti – ha affermato Patricia Guiote, responsabile della Croce rossa a Baghdad, che ha guidato la delegazione composta da cinque persone – deve affrontare una grave penuria di cibo, acqua e materiale sanitario. I servizi nell’ospedale, che è l’unica struttura capace di curare i feriti e i malati, sono stati gravemente danneggiati dai combattimenti”.

Foto: Harar 24, ISIS

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