Primi raid aerei della Coalizione sulla Siria

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Sono iniziati nella notte i raid della coalizione contro le postazioni del cosiddetto Stato Islamico (Is) nel nord della Siria. Lo ha annunciato il Pentagono, precisando che agli attacchi hanno partecipato velivoli degli Stati Uniti e di cinque paesi arabi che aderiscono alla Coalizione: Arabia Saudita, Emirati, Giordania, Bahrain e Qatar. Secondo una nota diffusa dal portavoce del Pentagono, John Kirby, sono stati impiegati “cacciabombardieri e missili Tomahawk”, questi ultimi lanciati dalle navi militari di stanza nel Golfo. La decisione di lanciare i raid anche in Siria, oltre all’Iraq, è stata presa lunedì dal Comando Centrale Usa dietro autorizzazione del presidente Barack Obama. La coalizione a guida statunitense ha colpito obiettivi dello Stato Islamico nelle provincia orientale di Deir Ezzor, vicino al confine iracheno, e nella provincia di Raqqa, roccaforte dei jihadisti. La maggior parte dei bersagli colpiti si trovava nella città di Albu Kamal, al confine con l’Iraq, ha precisato l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani: “La coalizione ha effettuato 22 raid aerei e lanci di missili sulla città di Albu Kamal”.

Secondo quanto riferisce il Washington Post, gli Usa avevano individuato almeno 20 obiettivi da colpire nella prima ondata di bombardamenti in Siria, che fa seguito ad una campagna avviata già lo scorso 8 agosto contro obiettivi dell’Isis in Iraq. Da allora, a ritmo quotidiano, i caccia americani hanno preso di mira e distrutto almeno 190 obiettivi. Fino ad ora è stata però soprattutto una campagna a carattere di difesa, per proteggere il personale diplomatico e militare americano nel Nord dell’Iraq e per sostenere le forze irachene impegnate a contrastare l’avanzata dell’Isis nella regione della strategica diga di Mosul e verso la città di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Questa volta, secondo le indicazioni, gli obiettivi presi di mira sarebbero nel ‘cuore’ dello Stato islamico, a Raqqa, la città nel nord della Siria dove il ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi ha posto la sua ‘capitale’.

In particolare si parla di centri di comando e controllo e di campi di addestramento e di depositi di armi e munizioni. La conferma sembra arrivare proprio dagli abitanti della città, che via Twitter riferiscono di numerose esplosioni e di continui sorvoli di aerei da guerra. Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva “al Arabiya”, i miliziani islamici si sono ritirati dalla zona di al Maiadin, nella provincia di Deir Ezzor, pesantemente colpita come Raqqa questa mattina da una trentina di attacchi. Colpite con un’altra decina di raid anche postazioni dei qaedisti del Fronte al-Nusra nelle provincie di Idlib e Aleppo.

Nonostante Washington non voglia coinvolgere il regime siriano nella Coalizione  il governo siriano è stato informato dei raid aerei condotti sul suo territorio contro i jihadisti dello Stato Islamico.

“Gli americani hanno informato il rappresentante della Siria presso le Nazioni Unite che sarebbero stati effettuati bombardamenti contro l’organizzazione terroristica dello Stato islamico a Raqa”, nel nord della Siria, ha dettoil ministro degli esteri siriano.

Tra gli obiettivi dei raid Usa in Siria, oltre agli jihadisti di Isis e il fronte al Nusra, c’è anche il meno conosciuto gruppo qaedista Khorasan da molti ritenuto ancora più pericoloso. Anzi il Pentagono ha dichiarato che otto dei raid effettuati nella notte sono stati contro Khorasan, gruppo formato da ex operativi di al Qaeda, che “stavano progettando un attacco imminente contro gli interessi Usa e occidentali”. Il Pentagono definisce Khorasan “un gruppo di stagionati veterani di al Qaeda che hanno stabilito la loro base sicura in Siria per condurre attacchi all’estero, costruire e testare ordigni improvvisati e reclutare occidentali per condurre operazioni”, si legge nella dichiarazione della Difesa Usa.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani nei raid aerei notturni contro le postazioni del Fronte al-Nusra sono rimasti uccisi anche 8 civili tra cui tre bambini.

Battaglia aerea anche sul Golan dove un missili Patriot israeliano ha abbattuto un Mig 21 siriano impegnato probabilmente ad attaccare le postazioni dei qaedisti di al-Nusra che hanno occupato nei giorni scorsi la zona di confine.
La rediviva opposizione moderata siriana, di cui si erano perse le tracce e su cui Barack Obama ha deciso di puntare in extremis, ha elogiato l’offensiva aerea Usa contro gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis) in Siria, ma ritiene necessario aumentare la pressione contro il regime di Bashar Assad. Lo ha detto il presidente della cosiddetta ‘Coalizione Nazionale Siriana’ Hadi al-Bahra che però fino a ieri si era dichiarato ostile ai raid aerei contro il Califfato perché avrebbero rafforzato Bashar Assad si era detto pronto ad allearsi con al-Qaeda pur di abbattere il regime siriano.

Foto: US DoD e Stato Islamico

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