Facoceri e Fantasmi: i "ferrivecchi" contro il Califfato

USAF-A-10-in-Kuwait-Ahmed-al-Jaber-Air-Base

Dopo il battesimo del fuoco degli F-22 Raptor è la volta dei “ferrivecchi” chiamati in causa nel tentativo di allargare il fronte della Coalizione anti jihadista o di imprimere una svolta in un conflitto che langue per mancanza di obiettivi da colpire. Finora le forze dello Stato Islamico sono riuscite a occultarsi molto bene bene sul terreno barricandosi in mezzo ai civili nei centri urbani e nascondendo blindati, corazzati e artiglierie.

Contro i cacciabombardieri della Coalizione in volo a quote medio alte hanno avuto buon gioco ma da qualche giorno sui cieli di Iraq e Siria sono in volo gli aerei da attacco della US Air Force (USAF) Fairchild A-10C nooi anche come Warthog (Facocero). Velivoli ormai datati e a bassa tecnologia concepiti per contrastare le ondate di carri armati sovietici nelle pianure europee ma distintisi in tutti i conflitti dal Golfo ai Balcani all’Afghanistan per l’incredibile capacità di incassare colpi e rientrare alla base e l’elevato volume di fuoco in grado di scatenare con il suo cannone GAU-8 da 30 millimetri con 7 canne rotanti e le quasi 12 tonnellate di bombe e missili imbarcabili.

In grado di volare a bassa quota e a velocità minime sono i velivoli ideali per trovare e distruggere le postazioni dell’IS anche se il loro impiego aumenta in modo rilevante il rischio di abbattimenti da parte dei missili e dell’artiglieria  antiaerea del Califfato.
Schierati dal 24 novembre  in Kuwait nella stessa base Ahmed al-Jabr che ospita i Tornado, gli A-10C del 163rd Expeditionary Fighter Squadron sono operativi da alcuni giorni.

Lo steso reparto ha già operato in Iraq e in Afghanistan dove ha recentemente protetto il ripiegamento delle forze anglo-americane dalla provincia di Helmand
L’operazione “Inherent Resolve” potrebbe essere l’ultimo atto bellico degli A-10, destinati e venire rimpiazzati nell’USAF  dagli F-35, certo più sofisticati e tecnologici ma anche più costosi e non certo idonei a fare i “segugi” volando a bassa quota a caccia di obiettivi.

La radiazione degli A-10 doveva essere anticipata a quest’anno per risparmiare qualche miliardo di dollari da destinare al programma F-35 ma negli Stati Uniti in molti si sono levati a difendere la specificità di un velivolo nato per la Guerra Fredda ma rivelatosi prezioso in termini di efficacia e di costi operativi nei conflitti asimmetrici.

La notizia dei raids aerei compiuti dall’Aeronautica iraniana contro lo Stato Islamico in territorio iracheno ha messo in luce un altro “veterano” ancor più datato del Facocero. Benché Teheran abbia smentito fonti del Pentagono hanno rilevato le incursioni di cacciabombardieri F-4 Phantom D/E iraniani contro postazioni nemiche nella provincia orientale di Diyala, vicino al confine tra Iraq e Iran.

Al-Jazeera ha reso noto che almeno un Phantom iraniano ha colpito con bombe bersagli situati presso la cittadina di Sa’adiya, occupata dai jihadisti e che le milizie sciite irachene cercano di riconquistare.

Abbiamo indicazioni che l’Iran nei giorni scorsi ha condotto attacchi aerei contro l’Is nell’est dell’Iraq”, ha invece affermato il 3 dicembre il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby. I raid non sono stati coordinati con gli Stati Uniti e sarebbero stati gestiti in maniera indipendente dal governo di Teheran.

Sono notizie “false e imprecise”. Così la portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Marzieh Afkham, ha commentato le indiscrezioni, confermate dal Pentagono, riguarda a presunti raid di caccia iraniani sulle postazioni dello Stato islamico in Iraq.

La Casa Bianca ha precisato che gli Stati Uniti non si stanno coordinando con Teheran e che non hanno intenzione di farlo .”A questo punto, i nostri calcoli sul senso di una cooperazione militare con gli iraniani non sono cambiati: non abbiano intenzione di [cooperare]”, ha detto Josh Earnest, il portavoce del presidente americano Barack Obama. Il Pentagono ha detto di credere che l’Iran abbia usato jet F-4 Phantom per gli attacchi aerei contro i miliziani sunniti dello Stato islamico.

L’azione ha sollevato preoccupazioni da parte del dipartimento della Difesa, che teme che l’incremento del coinvolgimento dell’Iran nella regione alimenti tensioni tra gli alleati arabi sunniti della Coalizione.

I primi raid aerei iraniani pare risalgano al 30 novembre e rappresenta la più recente escalation del coinvolgimento iraniano nel conflitto dopo la fornitura di aerei da attacco Sukhoi Su-25 all’Iraq e di materiale terrestre alle milizie curde e sciite irachene tra cui mitragliatrici calibro 12,7, cannoni senza rinculo da 107 millimetri montati su jeep Safir  e lanciarazzi campali multipli da 122 millimetri.

Forniti in 225 esemplari all’Iran all’epoca dello Shah Reza Palevi, i cacciabombardieri statunitensi attualmente in servizio dovrebbero essere una cinquantina aggiornati con avionica cinese. Il Phantom è ancora utilizzato in Medio Oriente dalle forze aeree turche.

Foto: USAF, Iranian Air Force, AFP,

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