Il Califfo infiltra terroristi in Italia tra i clandestini dalla Libia

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ANSA – Se ne parla da tempo, ma finora non c’erano state evidenze investigative della possibilità che tra le fila di migranti sbarcati in Italia – oltre 160 mila nel 2014 – si annidassero anche terroristi. Ieri da Palermo è arrivata la notizia che la Procura ha aperto un’indagine su possibili infiltrazioni di uomini dello Stato Islamico tra gli stranieri arrivati negli ultimi mesi in Sicilia sui barconi.

A segnalare il rischio, secondo quanto trapela da Palermo, sarebbero stati ambienti dei Servizi, anche se dal direttore dell’Aise, Alberto Manenti ascoltato oggi dal Copasir, non sarebbero arrivate conferme. Manenti ha tuttavia assicurato che la guardia è alta contro la minaccia rappresentata dai lupi solitari, singoli individui dedicati alla jihad, che potrebbero compiere attentati in Italia.

Dell’argomento ha parlato oggi nel corso di un’informativa alla Camera anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha invitato a “non sollevare allarmi fuori luogo”, anche se “nessuno può escludere nulla”; è tuttavia scarsamente probabile l’uso “di canotti di migranti” per sbarchi di terroristi, anche se “nessuno è in grado di dare valutazioni definitive”.

Secondo l’inchiesta, coordinata dal Pm Gery Ferrara, i presunti terroristi arrivati in Italia sarebbero libici e siriani. Alcuni dei sospetti avrebbero già lasciato il territorio italiano, mentre altri si troverebbero ancora nel Paese. Il rischio che sui barconi arrivino dei terroristi non è stato escluso in passato dallo stesso ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Ma tra l’intelligence e le forze di polizia finora era prevalsa una posizione scettica: se qualcuno intende arrivare in Italia per compiere attentati – è sempre stato il ragionamento – viaggerà in modo più sicuro rispetto alle rischiose traversate su imbarcazioni di fortuna.

Controlli  sull’identità di chi sbarca sono comunque stati intensificati negli ultimi mesi, dopo un periodo di allentamento. Ma non è sempre facile arrivare all’identificazione certa dei migranti mentre l’inchiesta di Palermo ha rinfocolato la polemica politica. Massimiliano Fedriga (Lega Nord) ha sottolineato che l’inchiesta “segnala un pericolo reale che la Lega denuncia dall’inizio della folle operazione Mare Nostrum. Tra i principali indagati meriterebbe di finire Renzi”.

Foto: Marina Militare, Stato Islamico

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