Le truppe britanniche tornano in Iraq

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A meno di sei mesi dalle elezioni politiche di maggio, il governo britannico ha deciso di inviare nuovamente truppe in Iraq dopo che il contingente schierato nel Paese mediorientale in occasione dell’Operazione Telic (il corrispettivo britannico di “Iraqi Freedom) venne ritirato nel 2007 dall’area di Bassora.

Questa volta si tratta, per ora, solo di istruttori e consiglieri militari, “poche centinaia di soldati” che da gennaio rafforzeranno i 50 uomini delle forze speciali già schierati in Kurdistan iracheno per aiutare i peshmerga a contrastare lo Stato Islamico.

Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa, Michael Fallon, in un’intervista al Daily Telegraph, ai consiglieri militari si aggiungerà un contingente di truppe combattenti con compiti limitati a garantire la protezione del personale dedito all’addestramento e la difesa delle 4  basi che verranno istituite dai britannici.

“Non abbiamo ancora deciso il numero esatto di soldati anche se ovviamente ne abbiamo molti a disposizione dopo il ritorno del contingente dall’Afghanistan, ma stiamo comunque parlando di poche centinaia di unità” ha aggiunto Fallon. Il contingente sarà suddiviso in 4 scaglioni:  uno in Kurdistan e gli altri in tre basi vicino a Baghdad.

Fonti giornalistiche interpretano la decisione di Londra come l’ennesima conferma della “fedeltà assoluta” a Washington. A quanto pare Londra fornirà circa un terzo dei 1.500 militari messi in campo dai Paesi NATO (più Australia) per affiancare i 3 mila statunitensi che dovranno addestrare nei pr0ssimi mesi 20/30 mila reclute irachene.

Foto: RAF, Reuters

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