Gli Occasional Paper di Finmeccanica

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In un mondo sempre più globalizzato si avverte da tempo la necessità di comprendere gli ambiti ed i limiti di una rivoluzione socioeconomica che sembra non avere mai confini precisi e definiti.  Diviene difficile fare previsioni su dove ci porterà la globalizzazione e su come poterla “cavalcare” ma già sentiamo i primi morsi di una crisi che investe settori diversi tra loro come economico, tecnologico, industriale e che alla fine condizionano anche le scelte politiche.

Il cercare di capire il quotidiano per meglio agire ha favorito la nascita di molti think-tank che affrontano temi di interesse generale producendo – attraverso approfondimenti – delle linee di pensiero che non sempre portano a fare previsioni ma che stimolano il dibattito tra soggetti diversi.

Finmeccanica da tempo, grazie all’Ufficio Studi, ha sentito appunto il bisogno di creare una sorta di think-tank che grazie al contributo della comunità ricercatori ha poi portato alla realizzazione degli Occasional Paper (novembre 2007), un’iniziativa per dare il proprio contributo all’approfondimento di temi di interesse generale. In quest’ottica si è tenuto recentemente nella sede di Finmeccanica a Roma un convegno sul tema “Global Commons”, un tema che già nell’ottobre 2013 era stato affrontato negli Occasional Paper con il titolo “Global Commons: threat or opportunity? ”

Come definizione per global commons troviamo esemplificato il concetto che sono spazi fisici non sottoposti alla sovranità di alcun stato e pertanto riguardano spazio, aria e mare ai quali si è aggiunto uno nuovo che è il cyberspazio. La slide infatti recitava che hanno un elemento comune e costituiscono un tessuto connettivo per mezzo del quale si muovono i principali flussi di beni, persone, capitali e dati.
I Global Commons (GC) sono aree all’interno delle quali la tecnologia è determinante nell’accesso e nel controllo consentendo agli attori di accedere e muoversi al loro interno. Se ne parla perché alcune tecnologie innovative sono connesse al tema GC come l’osservazione satellitare, le piattaforme a controllo remoto (UAS) e le information technologies.

Nel settore delle minacce e opportunità dei GC si è evidenziato il disegno strategico statunitense con il documento Quadriennal Defense Review (QDR), concetti ripresi dall’altro documento, guida della difesa strategica (Sustaining U.S. Global Leadership – Priority for 21st Century Defense).

Altro argomento trattato è stato la global governance, meccanismi regolatori che non dipendono da un singolo ma dalla proliferazione di networks.

Di notevole interesse è stata la discussione sulle piattaforme a controllo remoto che ormai sono contraddistinte da svariate sigle come UAV, UAS, RPA, RPAS, APR, SAPR e che sono entrate nell’ordinario dell’immaginifico popolare e non. Secondo la classificazione NATO (per peso massimo al decollo) sono suddivisi in tre classi (150 kg, 150-600 kg e  oltre 600 kg) e sono a controllo a distanza, appunto, oppure autonomi; discusso sulle implicazioni relative -tra le altre -a sicurezza, operatività, etiche.

Recenti elementi chiave vedono accordo MALE 2020 fra Italia, Francia e Germania; una nuova politica statunitense per l’export di questi sistemi; iniziative italiane come SKY-Y; regolamentazione ENAC.

Il convegno ha poi preso in esame le opzioni commerciali sull’Artico per discutere sull’opportunità o meno di aprire rotte (sea lane) e si è concluso con una serie di tabelle sulle opportunità economiche occupazionali nei settori cyberspace, aria, spazio, mare dove il livello di nuove opportunità era indicato rispettivamente come altissimo, alte, media, media/basso.

Foto: Finmeccanica e Alenia Aermacchi

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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