A Sigonella il P-72A pensiona il Breguet Atlantic

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Dal nostro inviato a Sigonella

Con una sobria cerimonia svoltasi il 21 settembre presso la base di Sigonella – sede del 41° Stormo Antisom – l’Aeronautica Militare ha dato l’addio al suo più “anziano” velivolo in servizio, il Breguet P-1150 Atlantic dopo 45 anni ed oltre 250mila ore di volo. Alla cerimonia erano presenti i Capi di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, e dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli.

L’Atlantic è una piattaforma che nel tempo ha dimostrato di essere molto affidabile nell’espletamento delle missioni antisom e di controllo di superficie nel corso della Guerra Fredda, una piattaforma progettata e impiegata esclusivamente per quella tipo di missioni. Nei 45 anni e oltre 250 mila ore di volo di attività nel Mediterraneo, soprattutto quando la Marina allora sovietica era massicciamente presente, ed in occasione di tantissime missioni internazionali l’Atlantic ha svolto le missioni più lunghe di ogni altro velivolo del genere.

L’Atlantic ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo, quali “Mare Nostrum” e “Mare Sicuro” grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da appartenenti alla Marina Militare e all’Aeronautica Militare.

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L’Atlantic è un velivolo concepito e progettato unicamente per questo ruolo e non estrapolato da velivoli commerciali come lo statunitense P-3 Orion che deriva dal liner Lockheed L-188 Electra. In grado di operare in modo autonomo o in supporto di forze aeronavali complesse, il velivolo si è saputo “adattare” all’evolversi degli scenari passando da ruoli tipici della Guerra Fredda a quelli più attuali di controllo del traffico mercantile, sorveglianza e pattugliamento e attività di controllo dei flussi di immigrazione clandestina dai quadranti meridionali del Mediterraneo.

Questa piattaforma ha svolto attività search and rescue (SAR) grazie alla sua autonomia di volo ed alla capacità di volare a bassissima quota. L’Aeronautica Militare acquisì 18 Atlantic suddivisi in 9 dati al 30° Stormo di Cagliari Elmas e 9 dati al 41° Stormo; il 1 agosto 2002 con lo scioglimento del 30° Stormo la sua componente è stata accorpata dal 41° Stormo. Con un equipaggio di 13 uomini appartenenti sia all’Aeronautica che alla Marina il velivolo era solito svolgere missioni di circa 12 ore.

La cerimonia di saluto al “vecchio” Atlantic ha coinciso con la presentazione del nuovo velivolo P-72A che sostituirà a breve. Il nuovo velivolo è un pattugliatore marittimo ognitempo sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile.

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Si potrebbe obiettare che anche in questo caso si tratterebbe di un velivolo adattato (civile vs militare) ma Leonardo ha saputo sviluppare una piattaforma del tutto unica con capacità di missioni di pattugliamento marittimo, sorveglianza elettronica e C4I con un rapporto costo/efficacia molto elevato. Il P-72A è in grado di effettuare missioni della durata di quasi 7 ore a 200 miglia nautiche dalla base di partenza; il nuovo velivolo può eseguire pattugliamento marittimo, ricerca/identificazione del naviglio di superficie, compiti ELINT e SAR, contrasto alla pirateria e al narcotraffico.

Il P-72A rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui si potrà disporre di un aereo da pattugliamento marittimo a lungo raggio che abbia capacità di anti-submarine warfare (ASW) che l’Aeronautica al momento perderebbe non avendo più l’Atlantic.

Leonardo, con un contratto siglato nel 2014, consegnerà all’Aeronautica quattro P-72A entro la fine dell’anno in corso. La nuova piattaforma condivide numerose soluzioni progettuali sviluppate per l’ATR 72ASW che Leonardo-Finmeccanica sviluppò per la Marina militare turca, sistemi specifici per la lotta antisommergibili.

A bordo del nuovo velivolo troviamo il sistema di missione ATOS (Airborne Tactical Obsrvation and Surveillance); il sistema è gestito da 4 consolle multifunzionali con radar a scansione elettronica, una torretta elettro-ottica, capacità per identificazione/analisi in tempo reale a bordo del velivolo delle emissioni elettromagnetiche presenti nell’area operativa, capacità trasmissione informazioni in tempo reale a mezzo di comunicazioni satellitari. Il velivolo è dotato di una suite di auto protezione basata sull’ELT800V2 ESM di Elettronica, suite che deriva da quella montata sul velivolo da trasporto C-27J Spartan.

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Il generale Vecciarelli ha sottolineato nel suo intervento come “l’Aeronautica Militare darà tutto il supporto alla Marina Militare, con una rinnovata integrazione delle nostre capacità e mi auguro che questa esperienza presso il 41° Stormo possa far nascere una sempre più ampia collaborazione, che veda la fusione delle capacità di entrambi, sempre con l’unico obiettivo di difesa dei nostri valori socia”.

Sempre Vecciarelli ha ribadito l’importanza di “prendere ispirazione da esempi virtuosi, con un nuovo spirito di collaborazione che porti unità tra le nostre Forze Armate, così come con le istituzioni nazionali, in un sistema sinergico, interforze ed inter-agenzia che provveda alla sicurezza del nostro Paese. Il 41° Stormo Antisom di Sigonella rappresenta una vera e propria realtà operativa interforze nell’ambito della Difesa italiana …”.

L’Atlantic passa quindi il testimone al moderno P-72A anche se bisogna vedere quale sarà l’arco temporale in cui il nuovo velivolo servirà a superare il gap in attesa di una nuova piattaforma ASW; le missioni antisom non sono delle reliquie della Guerra Fredda da mandare in soffitta come altri assetti che con la sua fine dovevano scomparire. L’ammiraglio Girardelli ha sottolineato come “sussista la necessità di continuare a poter disporre di mezzi capaci di condurre le attività di difesa, anche dalla minaccia subacquea e non disperdere il prezioso know-how così unico e difficile da ricostruire”.

Si tratta di una preziosa collaborazione sviluppata tra Marina e Aeronautica nel corso dei decenni con i Grumman S2C-5 Helldiver, Lockheed PV-2 Harpoon, Grumman S-2F Tracker fino al P-1150 Atlantic.

La Base Aerea di Sigonella, già al mese di settembre 2013 in modo continuativo e prima ancora in modo saltuario, ha fornito e continua a fornire il proprio supporto ai diversi assetti stranieri che si sono avvicendati nell’ambito delle attività Frontex/Triton con lo scopo di coordinare il pattugliamento delle frontiere degli Stati membri e di favorire gli accordi per la gestione dei migranti. Sono forniti inoltre supporto e ospitalità, generalmente con cadenza mensile, ad assetti provenienti tra gli altri da Grecia, Portogallo, Islanda, Spagna, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Danimarca.

Nell’ambito dell’Operazione Militare Navale dell’Unione Europea nel Mediterraneo Centromeridionale (EunavforMed), l’Aeroporto di Sigonella rappresenta una di quelle basi dell’Aeronautica Militare pronte a fornire supporto ed ospitare assetti stranieri. Attualmente sono ospitati l’assetto Spagnolo dal 13/09/2015 e quello del Lussemburgo dal 18/07/2015. EunavforMed si prefigge l’obiettivo di contribuire a smantellare le reti del traffico e della tratta di esseri umani adottando misure sistematiche per individuare e fermare imbarcazioni e mezzi usati dai trafficanti. La partecipazione dell’Italia è stata sancita dalle Legge n.117 del 04/08/2015, a seguito dell’approvazione dei Ministri degli Esteri Europei riuniti in Lussemburgo il 22/06/2015.

Foto Aeronautica Militare

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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