I veterani britannici per l’uscita di Londra dalla Ue

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Le politiche dell’Unione Europea “minano l’efficacia” delle forze armate di Sua Maestà. Così una dozzina di ex alti comandanti militari britannici che in un appello aderiscono alla causa della Brexit a meno di un mese dal referendum del 23 giugno.

Mentre nelle stesse ore un gruppo di autorevoli storici prende posizione in senso opposto.

Fra i firmatari dell’appello degli ex generali spicca il nome di Michael Rose, già capo dell’esercito, delle forze speciali del regno e del contingente Onu in Bosnia, che l’ufficio del premier David Cameron aveva tentato di inserire “per errore” in un cartello pro-Ue.

Ma figurano pure i generali Julian Thompson (nella foto a sinistra), veterano delle Falkland, Jeremy Blackham, ex vicecapo di stato maggiore della Difesa, e Jonathan Riley, già comandante del contingente internazionale in Afghanistan.

A loro giudizio il pilastro della sicurezza in Europa per la Gran Bretagna resta “la Nato, non l’Ue”. Anzi, Bruxelles – con il suo progetto di “forze armate europee” – rischia d’indebolire l’Alleanza Atlantica.

Oltre ai generali si sono uniti alla campagna di ‘Vote Leave’, il comitato che porta avanti la campagna per il divorzio da Bruxelles tanti altri ex soldati per lo più reduci dalle Falkland, del gruppo ‘Veterans for Britain’, l’associazione dei veterani favorevoli all’uscita dalla UE.

Thompson, parlando con il Guardian, ha detto che “l’Ue è dominata da persone che non abbiamo eletto, che non possiamo mandare a casa e che decidono molte delle leggi che ci governano”.

L’opzione in campo così è quella di “prendere di nuovo controllo di noi stessi per tornare a essere quello che eravamo: un paese indipendente nel quale il parlamento sia eletto da noi e risponda a noi”.

Di opinione opposta 300 accademici e ricercatori, fra cui storici di fama come Simon Schama, Ian Kershaw o Niall Ferguson che in un documento sottolineano “il ruolo insostituibile avuto dal Regno Unito in Europa nella storia”: un ruolo – affermano – che non deve andare perduto “in futuro”.

(con fonti ANSA e AGI)

Foto: Dail Mail, The Sun e Imperial War Museum

 

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