Dopo le “purghe” Ankara arruola 30 mila militari

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Dopo la colossale epurazione che ha colpito anche le Forze Armate, la Turchia lancia una campagna di arruolamenti e punta a reclutare oltre 30mila unità.

Decine di migliaia di persone sono state arrestate o silurate dagli incarichi nelle istituzioni dello Stato dopo il tentativo di golpe dello scorso 15 luglio con l’accusa di legami con il movimento di Fetullah Gulen, che Ankara considera l’ispiratore del tentativo di colpo di stato.

Ora l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu annuncia che le Forze Armate puntano a reclutare 30.159 nuove unità, compresi 1.332 ufficiali.

Per oltre un terzo (11.907) si tratta di soldati semplici professionisti ma verranno arruolati anche 7.159 nuovi sergenti e 3.547 sottufficiali. Oltre 5.000 saranno inoltre i nuovi studenti dei licei e delle accademie militari.

L’attenzione è rivolta all’accademia militare e al contempo l’altro obiettivo è proprio quello di incentivare le iscrizioni. Intanto sono stati riammessi in servizio 3.181 uomini delle forze di sicurezza che erano stati sospesi dopo il fallito golpe.

Le forze armate turche è ufficialmente il secondo per numero di effettivi tra i Paesi della Nato, dopo quello statunitense. Dopo il tentativo di golpe, sono stati arrestati circa 9.300 militari, tra i quali 118 generali e ammiragli, mentre migliaia di militari sono stati congedati.

 

Ieri l’agenzia di stampa tedesca DPA ha rivelato che un numero imprecisato di soldati turchi, e i loro familiari, basati in Germania nell’ambito di comandi alleati e Nato come quello di Ramstein hanno chiesto asilo in Germania.

Le forze turche sono impegnate in Iraq al fianco delle milizie turcomanne a nord di Mosul e in Siria nel quadro dell’operazione ‘Scudo dell’Eufrate’ e nelle operazioni contro i ribelli curdi nel sudest del Paese e nel nord dell’Iraq.

Foto: Presidenza della Turchia

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