Contro i pirati somali la NATO smobilita

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Con l’ultimo volo dalle Isole Seychelles di un pattugliatore CL-604 Challenger del 721° squadrone delle Reali forze aeree danesi sull’Oceano Indiano si è conclusa l’operazione antipirateria della Nato “Ocean Shield“ nell’Oceano Indiano che dall’agosto 2009 contribuiva allo sforzo internazionale per contrastare la minaccia dei pirati somali.

Dopo aver raggiunto il picco nel 2010 e 2011, con un migliaio di membri d’equipaggio tenuti prigionieri nelle “tortughe” sulla costa somala insieme a 30 navi mercatili catturate, la pirateria ha progressivamente ridotto capacità e aggressività grazie alla presenza delle flotte internazionali e soprattutto di guardie armate su ogni mercantile in transito in quelle acque.

161117%20dnk%20mpa%20det%20at%20oo_1481_largeLa chiusura dell’operazione è dovuta non solo al venir meno della minaccia portata dai pirati somali ma anche al moltiplicarsi degli impegni della Nato in Europa in seguito alla “nuova guerra fredda” con la Russia e allo sforzo navale di deterrenza nei confronti di Mosca in atto nel Mar Nero e Mar Baltico mentre nel Mare Egeo e presto forse anche nelle acque tra Italia e Libia la Nato è mobilitata per far fronte all’emergenza determinata dai traffici criminali di esseri umani.

Resta invece attiva nelle acque somale l’operazione antipirateria dell’Unione Europea Atalanta, istituita alla fine del 2008.

Foto Op. Ocean Shield/Nato

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