James “Cane pazzo” Mattis al Pentagono

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AGI – Il presidente eletto Donald Trump ha scelto il leggendario ex generale dei marine, il super-falco pluridecorato James Mattis, come prossimo capo del Pentagono. “Nomineremo ‘Mad Dog” (cane pazzo) Mattis come nostro segretario alla Difesa”, ha annunciato Trump in persona, giovedì sera a Cincinnati, nell’Ohio, dove ha inaugurato il suo “Thank You” tour, che toccherà diversi stati, per ringraziare gli elettori. “Ma non lo annunceremo fino la lunedì prossimo: quindi non lo dite a nessuno”, ha scherzato in diretta tv il presidente eletto che, ufficializzando la scelta di Mattis, ha tenuto a sottolineare il suo soprannome, segnalando di aver individuato un leader per tempi di guerra e non un burocrate. Il nomignolo di ‘Mad Dog’ gli fu affibbiato dai marine nel 1991, durante la prima guerra del Golfo.

Le indiscrezioni sulla guida del Pentagono aggiudicata all’ex generale 66enne circolavano già da ore, mentre il portavoce del team di transizione, Jason Miller, si ostinava a ribadire che “ancora non era stata presa alcuna decisione”. Mattis ha smesso l’uniforme nel 2013, dopo aver guidato il Comando Centrale, controllando le operazioni militari Usa in Africa e in Medio Oriente. Avrà bisogno di una dispensa ad hoc da parte del Congresso per servire nell’amministrazione di Trump perchè una legge federale vieta ai militari andati in pensione da meno di 7 anni di guidare il Pentagono.

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Si dovrebbe trattare di una pura formalità, considerando che i repubblicani controllano il Congresso e che Mattis vanta sostenitori influenti tra i parlamentari come l’ex candidato repubblicano alla presidenza, John McCain, presidente della commissione Servizi Armati del Senato. Amante della guerra come un comandante spartano, in 44 anni di carriera militare, di cui 20 con ruoli di primo piano, Mattis si è guadagnato anche il nomignolo di “monaco guerriero”. Trump, annunciandone la nomina, ha paragonato Mattis a George Patton, il generale americano protagonista della seconda guerra mondiale soprannominato “generale d’acciaio”, noto per il suo stile risoluto ma anche eccentrico.

Dopo aver guidato truppe in Afghanistan e in Iraq, Mattis, durante una conferenza nel 2005 dichiarò che gli era piaciuto. “E’ divertente sparare a determinate persone. Vai in Afghanistan, dove ci sono uomini che hanno schiaffeggiato donne per 5 anni perchè non indossavano il velo…ed è un gran divertimento sparargli”, dichiarò, suscitando non poco scalpore. Come Trump, predilige la linea dura con gli avversari e con l’Iran in particolare.

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Lo scorso aprile, parlando al Center for Strategic and International Studies, Mattis stigmatizzo l’accorso sul nucleare iraniano e sottolineò come l’attenzione venga erroneamente concentrata solo sui gruppi terroristici come Isis o al-Qaeda, mentre è l’Iran a rappresentare “la più forte minaccia per la stabilità e la pace nel Medio Oriente”. Solo su un fronte si è mostrato più moderato di Trump, convincendo il presidente eletto a non reintrodurre la tortura con il ‘waterboarding”, il soffocamento con l’acqua, assicurando di aver ottenuto risultati migliori con tecniche più soft: “birra e sigarette”.

Come ministro della Difesa, Mattis “erediterà” le crisi in Iraq e in Siria dove le truppe Usa sono impegnate ad addestrare le forze locali mentre commando speciali prendono di mira i leader delle organizzazioni terroristiche. Con la nomina di Mattis, ha preso forma la squadra di vertice sulla sicurezza nazionale del prossimo presidente americano. Affiancherà l’ex generale Michael Flynn scelto come National Security Adivisor e il deputato repubblicano Mike Pompeo designato alla Cia. “Mi piacciono i generali”, ha ammesso il presidente eletto durante il suo intervento a Cincinnati, in Ohio.

Foto: AP, US.DoD e Marine Times

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