News da Mosca

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Yak-152 per la Bielorussia?

Secondo Andrej Gorbatowsky, Presidente del Consiglio Centrale dell’organizzazione paramilitare DOSAAF (sigla traducibile in “Associazione volontaria per la cooperazione con l’esercito, l’aviazione e la flotta” di chiara eredità sovietica) la Bielorussia avrebbe in programma l’acquisto di cinque velivoli da addestramento basico Yakovlev Yak-152.
Minsk dovrebbe ricevere i velivoli nel biennio 2017-2018 al fine di consentire la sostituzione dei vecchi Yak-52 in dotazione alle forze aeree.
Lo Yak-152 è un addestratore basico monomotore ad ala bassa di costruzione interamente metallica dotato di carrello di atterraggio triciclo retrattile. Tra le sue dotazioni spiccano due seggiolini eiettabili Zvezda SKS-94M e un motore radiale M-14X da 360 hp realizzato dalla Voronezh Menchanical Plant che muove un’elica a tre pale.
Con una velocità massima di 500 Km/h, un raggio d’azione operativo di 1000 chilometri e un peso al decollo di 1320 Kg, lo Yak-152 possiede dei carichi limite di +9 e -7 G.

 

Entro il 2026 la VKS rinnoverà totalmente la flotta

La Forza Aerospaziale russa rinnoverà totalmente la sua flotta di aerei ed elicotteri nel giro di dieci anni. A rivelarlo alla stampa nazionale è stato il Servizio di Ingegneria Aeronautica.
Le pianificazioni degli ordini a lungo termine permettono costanti innesti di velivoli ad ala fissa e rotante di nuova concezione, al punto che entro il 2026 l’intera flotta volante della VKS sarà rinnovata. Solo nell’anno appena trascorso le unità della VKS hanno ricevuto più di 100 moderni velivoli e ancora fino alla fine di dicembre erano in corso ulteriori consegne nell’ambito degli obblighi contrattuali delle aziende aerospaziali russe.
Per la cronaca il Servizio di Ingegneria Aeronautica, ramo della Forza Aerospaziale, ha festeggiato il suo primo secolo di vita lo scorso 7 dicembre.

 

Consegnati i primi Ka-27M all’Aviazione Navale russa

Igor Dygalo, portavoce della Marina russa, ha annunciato che alla fine dello scorso mese l’Aviazione Navale ha ricevuto i primo otto elicotteri aggiornati Kamov Ka-27M.

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Si tratta dell’ultimo aggiornamento degli “Helix-A” (nome in codice NATO del Ka-27PL, versione specifica ASW) di cui abbiamo ampiamente parlato su questa rubrica nell’agosto del 2013: la particolarità principale del nuovo elicottero riguarda il radar di bordo a scansione di fase (o phased array) sviluppato dalla russa Fazotron-NIIR e montato sotto la fusoliera; con l’adozione di questo nuovo sistema il Ka-27M sarebbe capace di individuare a notevoli distanze oggetti di dimensioni contenute come ad esempio periscopi o altri impianti scorrevoli dei sommergibili sulla superficie dell’acqua.

L’elicottero adotta inoltre un set d’individuazione dei sottomarini totalmente rinnovato che comprende nuove stazioni acustica, magnetometrica e radiotecnica.

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Tutti i dati vengono riprodotti sui nuovi schermi multifunzione LCD che permettono all’equipaggio di avere una situational awareness incrementata rispetto alle vecchie versioni. Il Ka-27M sarà capace di individuare e neutralizzare con efficacia sommergibili fino a 500 m di profondità usando i propri armamenti quali siluri e bombe di profondità, oppure di trasmettere via data-link le coordinate dell’obiettivo ad un’unita navale da caccia.

La realizzazione del programma di aggiornamento annunciata nel 2013 e avviata l’anno successivo apre la strada, con la realizzazione dei primi otto esemplari per la Marina russa, alla possibilità di aggiornamento di una cinquantina di elicotteri Ka-28 (versione per l’esportazione del Ka-27) già forniti a diverse forze armate e clienti governativi tra cui Algeria, Corea del Sud, India, Laos, Vietnam, Siria e Cina.
La Marina russa prevede l’acquisizione di circa 70 elicotteri aggiornati Ka-27M entro il 2020, consentendo così agli equipaggi un passaggio graduale al successivo progetto ASW “Minoga” il cui prototipo secondo i vertici militari sarà realizzato invece dopo il 2020.

Foto: Yak e Russian Helicopters

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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