Sig Sauer vince la gara per la nuova pistola dell’Us Army

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L’esercito statunitense ha scelto la Sig Sauer P320 come nuova pistola di servizio battendo la concorrenza di Smith&Wesson, Glock e Beretta che partecipava con la nuova APX. L’arma prenderà il posto della Beretta M9 (che aveva sostituito la Colt M1911 nel 1985) con una commessa da 580 milioni di dollari per i prossimi dieci anni.  La P320 è una pistola semiautomatica introdotta nel 2014 dalla svizzero-tedesca Sig Saurer (nata dalla fusione dell’elvetica Schweizerische Industrie Gesellschaft con la tedesca Sauer & Sohn) che ha stabilimenti anche negli Usa.
Le P320 che verranno fabbricate a Exeter, in New Hampshire, sono pistole polimeriche, modulari e possono essere munite di silenziatore e adottare calibri diversi.

Già in servizio in molti corpi di polizia statunitensi la pistola entrerà in servizio a partire dal 2017 ed equipaggerà in futuro anche il personale dell’Usaf dal momento che la competizione XM-17 Modular Handgun System (MHS) includeva congiuntamente Esercito e Aeronautica.

In un comunicato Franco Gussalli Beretta, Presidente di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, ha commentato il 20 gennaio la notizia ricordando che la pistola Beretta M9 è stata “prodotta in 4,5 milioni di esemplari, venduta in oltre 50 Paesi 3 accompagna i militari statunitensi dal 1985.
Un risultato che in termini di prestigio internazionale ha contribuito alla crescita del nostro Gruppo.

Dopo oltre trent’anni di fornitura ininterrotta, grazie a vari rinnovi dell’appalto originario, l’ultimo dei quali prevede consegne fino al 2018, il nostro gruppo aveva preventivato la concreta possibilità che la gara di quest’anno potesse vedere un avvicendamento, se non altro per una comprensibile logica di alternanza e al netto di qualunque considerazione tecnologica o qualitativa. L’azienda monitorerà comunque con attenzione le fasi successive di questo contratto che per sua natura può evolvere in diverse direzioni. Pur essendo naturalmente rammaricati, guardiamo con serenità al futuro, in quanto avevamo già predisposto una serie di azioni che ci permettono oggi di proseguire senza dover variare i nostri piani di investimento e sviluppo nelle strutture di qua e di là dall’oceano”.

 

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