I militari Usa resteranno in Iraq dopo la vittoria sull’Isis

Roma, 15 ott. (askanews) - Nuovo invio di forze militari da parte degli Stati Uniti in Iraq prima del via all'offensiva delle forze irachene per la liberazione di Mosul, ultima grande roccaforte dello Stato Islamico (Isis) nel Nord del Paese arabo. Lo riferiscono media curdi.

"Una forza composta da 500 militari della base Fort Riley Usis nel Texas si dirigerà in Iraq in una missione di addestramento e formazione", scrive sul suo sito on-line la tv satellitare curda "Rudaw" che cita un comunicato dell'esercito americano.

"I compiti di questa forza riguardo all'operazione di Mosul dal pugno dell'isis si limitano a dare consigli", prosegue il comunicato prima di indicare che le forze Usa "appoggeranno l'operazione nelle piane del Tigri e dell'Eufrate", i due grandi fiumi del Paese che passano, uno dentro la città e l'altro a ovest della provincia di Ninive il cui capoluogo è Mosul.

Sono iniziate la scorsa settimana le conversazioni preliminari tra il Primo Ministro iracheno Haider al-Abadi e il Segretario della Difesa statunitense Jim Mattis in merito al mantenimento sul territorio delle truppe statunitensi anche dopo la conclusione del conflitto contro lo Stato Islamico.

Nonostante, al momento, le negoziazioni siano ancora in corso, è stato già annunciato il consenso in merito all’allungamento del periodo di stanza delle truppe statunitensi, in quanto considerato positivamente da entrambe le parti. Ciò che rimane da definire, dunque, sono i termini e la natura di questa presenza, rispetto ai quali Mattis ha già dato delle anticipazioni. Innanzitutto, verrà esclusa la creazione di basi americane sul territorio iracheno per limitare l’impronta logistica delle truppe di Washington.

Invece, le Forze Armate statunitensi saranno ospitate all’interno delle basi irachene (almeno 5) presenti nell’area di Mosul (un piccolo contingente affiancherà l’Esercito iracheno anche all’interno della città dopo la sua completa liberazione) e lungo il confine siro-iracheno.

Il personale statunitense, che sarà presente con lo status di “consiglieri”, anche al fine di eludere la necessità di approvazione parlamentare, si occuperà del training del personale iracheno e del supporto al mantenimento della sicurezza nel territorio.

Il numero di truppe previste sarà forse leggermente superiore a quello corrente, pari a circa 7.000 unità. La ratio del consenso di entrambi i Governi, in merito alla futura presenza statunitense nel nord-est dell’Iraq, è quella di favorire la ricostruzione delle Forze Armate irachene, sostenendole nella parte del Paese per loro più critica. Tuttavia, rimane il problema politico di riuscire a sconfiggere quelle dinamiche settarie, tipicamente locali, che minano alla base la coesione delle unità militari di Baghdad.

Fonte: CESI Intelligence and Defence Update

Foto AP

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