Forza congiunta G-5 Sahel: il Niger batte cassa in Europa

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L’Europa non sta facendo abbastanza per sostenere il Niger ad affrontare le cause profonde dei flussi migratori. E’ quanto ha detto il presidente nigerino, Mahamadou Issoufou, in un’intervista concessa al quotidiano britannico Guardian, in cui ha anche denunciato il mancato finanziamento della Forza Congiunta del G5 Sahel creata per contrastare le milizie jihadiste.

Il Niger è il principale paese di transito dei migranti provenienti dall’Africa occidentale e diretti in Libia per tentare la traversata del Mediterraneo alla volta dell’Europa.

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Ed è anche uno dei paesi del Sahel colpiti da gruppi jihadisti che insieme a Mauritania, Mali, Burkina Faso e Ciad ha deciso di creare una forza congiunta per contrastarli.

Issoufou ha tenuto a sottolineare come l’obiettivo di questa forza non sia “solo combattere il terrorismo, ma anche lavorare per lo sviluppo.

Perchè il terrorismo fiorisce in determinate zone del Sahel? A causa della povertà. Sicurezza e sviluppo vanno insieme”. Per questo, se il Niger sta facendo la propria parte per limitare il numero dei migranti che riescono a raggiungere le coste libiche, l’Europa deve invece fare di più per aiutare le autorità a combattere povertà e a creare lavoro.

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“L’Europa si sta impegnando, ma non a sufficienza – ha detto noi abbiamo bisogno di più risorse per lo sviluppo… si tratta di combattere la povertà.

Dobbiamo garantire un’istruzione ai giovani nigerini, formarli, prenderci cura di loro, nutrirli. Se vogliamo trattenere i giovani, e di solito sono le persone che vivono in campagna che partono alla ricerca di un lavoro in Europa, sono loro la fonte di questa migrazione, dobbiamo concentrarci sullo sviluppo dell’agricoltura, che possa così creare tanti posti di lavoro”.

“Il Niger sta facendo tutto questo, ma quello che spesso ci manca sono le risorse per farlo ed è importante che l’Europa faccia di più – ha proseguito – l’Unione europea è il nostro donatore numero uno, e la nostra cooperazione con loro è ben nota, ma chiediamo di più”.

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L’Ue ha annunciato un sostegno economico anche alla forza del G5 Sahel, insieme a Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi, per complessivi 414 milioni di euro, ma al momento, ha precisato il capo di Stato nigerino, i fondi per finanziarla non sono ancora stati consegnati.

Nella lotta ai jihadisti sono impegnate anche le truppe straniere presenti in Niger, tra cui quelle americane, ma a tale riguardo Issoufou ha detto al Guardian: “Non chiediamo alle forze straniere di combattere al posto nostro. Stiamo lottando per garantire la sicurezza del nostro Paese. Quello che chiediamo ai nostri alleati è di aiutarci a rafforzare le capacità operative delle nostre forze di sicurezza, attraverso addestramento, attrezzature e intelligence”.

Affermazione paradossale poiché l’unica tra le tante presenze militari straniere in Niger (dove hanno basi e forze militari Usa, Francia, Canada, Germanie e Gran Bretagna) a non essere stata ancora autorizzata da Niamey è la missione di supporto italiana (Misin) che non ha compiti di combattimento ma solo di addestramento e consulenza.

(con fonte Askanews)

Foto: AFP, Reuters, EPA e al-Jazeera

 

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