Nel Golfo Persico i clienti “top” dell’industria francese della difesa

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Le esportazioni di armi francesi hanno registrato un netto calo, da 13,9 miliardi di euro nel 2016 a 6,94 miliardi nel 2017. Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e India sono i migliori clienti assorbendo ben 3,9 miliardi secondo la relazione al Parlamento del 2018 sulle esportazioni di armi dalla Francia.

Il Medio Oriente ha rappresentato nel 2017 poco più del 60% del portafoglio ordini dell’industria francese in crescita rispetto al 40% del decennio precedente.

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“I settori di elicotteri e missili (principalmente nel settore navale per questi ultimi) hanno rappresentato oltre la metà delle esportazioni della difesa quest’anno”, si legge nel rapporto.

Il Kuwait è al primo posto nella classifica 2017 di acquirenti per la commessa di 30 elicotteri Caracal per più di 1 miliardo di euro, a sorpresa perché non si tratta certo un cliente assiduo dell’industria francese come è invec e il Qatar, che ha importato 1,089 miliardi di euro di approvvigionamento militare, essenzialmente missili MBDA Exocet MM40 Block 3, Aster 30 Block 1 e VL MICA per l’armamento delle navi da guerra vendute da Fincantieri e le batterie costiere.

Al terzo posto gli Emirati Arabi Uniti con 701,5 milioni, seguono Arabia Saudita (626,3 milioni) e India (388 milioni). Altri 10 Stati hanno speso più di 100 milioni l’anno scorso: Brasile (329,9 milioni), Egitto (217,2), Corea Sud (211), Turchia (198,2), Tanzania (190 milioni per 12 elicotteri Airbus H215, H225 e Fennec), Stati Uniti (164,1), Giappone (120), Indonesia (117,1), Regno Unito (112, 8) e Oman (109,6).

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Singapore, che è un cliente abituale della Francia e nel 2016 aveva acquisto equipaggiamenti per 646,6 milioni, l’anno scorso ha emesso ordini per appena 44,1 milioni.

Le previsioni per quest’anno sono dell’ordine di oltre 10 miliardi di euro di export anche perchè, come ha rilevato il giornale economico francese Les Echos, diversi importanti contratti sono stati firmati nel 2017 ma sono entrati in vigore (e quindi contabilizzati) nel 2018.

E’ il caso dei 12 caccia Rafale (oltre 1 miliardo), così come 28 NH-90 e 16 Squirrel (più di 3 miliardi di euro in totale, più di 1,5 miliardi di euro per Airbus Helicopters) venduti al Qatar. O del contratto di Arquus (ex Renault Trucks Defense) in Kuwait per la fornitura di 300 veicoli blindati Sherpa per un valore di 270 milioni di euro.

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“Alcuni importanti contratti firmati nel 2017 non sono entrati in vigore fino al 2018” ha confermato il ministero della Difesa nella relazione al Parlamento.

Il Qatar dovrebbe anche confermare il contratto da 1,5 miliardi con Nexter per 490 veicoli da combattimento VBCI, la cui lettera d’intenti era stata firmata durante la visita a Doha del presidente Emmanuel Macron il 7 dicembre scorso.

Attesa inoltre la conferma dal Belgio dell’ordine di 60 veicoli corazzati Jaguar e 417 veicoli da combattimento leggeri Griffon per un totale di 1,1 miliardi di euro.

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Nel 2018 sono in ballo importanti contratti. Sembra ormai chiusa la trattativa con Buenos Aires per 4 pattugliatori Gowind per l’Argentina (280 milioni di euro), è aperta la gara per 4 sottomarini polacchi, in India continuano i negoziati per il caccia Rafale che potrebbe essere acquisito in altri 24 esemplari dall’Egitto (che vorrebbe altre due ulteriori corvette Gowind che interessano anche agli Emirati arabi Uniti) e parteciperà alla gara per il nuovo caccia svizzero.

Nexter è in gara per due gigantesche commesse d’artiglieria in India. La prima è un ordine di 1.400 cannoni da 155 millimetri trainati (1 miliardo di euro) cui partecipa il cannone Trajan, la seconda è per 800 cannoni dello stesso calibro montati su camion, per i quali il gruppo francese offre il semovente Cesar.

Infine Riad dovrebbe ordinare il veicolo blindato Titus 6×6 e diversi obici trainati da 155 mm per un contratto stimato in 300 milioni di euro.

Foto: Dassault, Aibus Helicopters e Ministero della Difesa Francese

 

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