La lezione svedese

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di Simone Casadei*

All’inizio del XX secolo, la Svezia aveva pochissimi immigrati. Nel 1900, la popolazione nazionale ammontava a 5.100.814 abitanti, di cui 35.627 individui nati all’estero (0,7%). 21.496 di quei residenti di origine straniera provenivano da altri paesi nordici, 8.531 persone provenivano da altri paesi europei, 5.254 dal Nord America, 90 dal Sud America, 87 dall’Asia, 79 dall’Africa e 59 dall’Oceania.

La Svezia si è evoluta da una nazione di emigrazione netta che si è conclusa dopo la prima guerra mondiale a una nazione di immigrazione netta dalla seconda guerra mondiale in poi. L’immigrazione musulmana in Svezia si è consolidata nella seconda metà del XX secolo con arrivi da Paesi quali Bosnia ed Erzegovina, Turchia, Iraq, Iran, Somalia e Libano. La maggior parte dei musulmani in Svezia oggi sono immigrati o discendenti di immigrati. La maggioranza di loro è di origine araba, principalmente provenienti dall’Iraq.

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Il secondo gruppo più numeroso di musulmani è costituito di migranti e rifugiati dall’ex-Jugoslavia, soprattutto bosniaci musulmani e Kosovari. Seguono Somali e Marocchini, Curdi e Berberi. A partire dal 2010, 1,33 milioni di persone (il 14,3% degli abitanti della Svezia) erano nati all’estero. Di questi individui, 859.000 (64,6%) sono nati fuori dall’Unione Europea e 477.000 (il 35,4%) sono nati in un altro stato membro dell’UE.

Nel 2013, l’immigrazione ha raggiunto il livello più alto da quando sono iniziate le registrazioni, con 115.845 persone che migrano verso la Svezia, mentre la popolazione totale è cresciuta di 88.971 unità.

A partire dal 2017, la percentuale di abitanti con background straniero in Svezia era salita al 24,1%. Dallo scorso anno, la popolazione residente con background straniero è la maggioranza in due comuni dell’area metropolitana di Stoccolma: Botkyrka (58,6%) e Södertälje (53,0%).

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Nel 2014, 81.300 persone hanno fatto richiesta di asilo in Svezia, un aumento del 50% rispetto al 2013 e il massimo dal 1992. Il 47% proveniva dalla Siria, seguito dal 21% dal Corno d’Africa (principalmente Eritrea e Somalia) . Il 77% (63.000) richieste sono state approvate ma differiscono notevolmente tra i diversi gruppi. Nel 2015 è stata raggiunta una cifra record di 162.877.

Nel 2017 la popolazione immigrata in Svezia era pari a 1,877,050 unità, su una popolazione di poco più di 10 milioni di abitanti: il 18% circa, quindi, come se in Italia, con una popolazione di 60
milioni di abitanti si registrassero poco meno di 11 milioni di migranti, una popolazione maggiore di quella dell’intera Svezia!
Gli immigrati in Svezia sono per lo più concentrati nelle aree urbane di Svealand e Götaland. Le più grandi popolazioni di origine straniera residenti in Svezia provengono da Finlandia, Iraq, Iran Siria ex Jugoslavia, Finlandia, Polonia.

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Foto: AFP, AP e Youtube

 

*Simone Casadei, nato a Roma nel 1969. Laureato in Sociologia con formazione post-accademica sulla progettazione sociale e sulle dinamiche multiculturali nelle società complesse. Dopo  alcune esperienze nel campo della progettazione ed attuazione di progetti di Cooperazione internazionale ed allo Sviluppo approda all’ISFOL (Ente Pubblico di Ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro, da alcuni anni ridenominato INAPP) dove presta servizio dal 1998. Tuttora in ruolo come Ricercatore  presso l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, segue con interesse  gli aspetti geopolitici e  geoeconomici delle relazioni internazionali anche in relazione alle dinamiche  sociologiche, antropologiche e cultural-religiose che sono alla base dei conflitti presenti nella nostra società.

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