Indagine ONU sulle violazioni delle sanzioni alla Corea del Nord

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Esperti dell’ONU starebbero indagando su possibili violazioni relative alle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite alla Corea del Nord, che vedrebbero coinvolti circa 20 paesi. Violazioni che andrebbero da presunti acquisti clandestini relativi al nucleare in Cina ad intermediazione di armi in Siria e cooperazione militare con Iran, Libia e Sudan.

Nel rapporto di 66 pagine del gruppo di esperti del Consiglio di Sicurezza, verrebbero anche menzionati alcuni beni di lusso comparsi in Corea del Nord come una Rolls-Royce Phantom, una Mercedes-Benz limousine e alcuni veicoli a trazione integrale Lexus LX 570.

Inoltre, secondo il documento, i nordcoreani utilizzerebbero attacchi informatici per forzare illegalmente il trasferimento di fondi da istituti finanziari e scambi di cripto valute.

Secondo il rapporto, ottenuto all’inizio di febbraio dall’Associated Press,”, i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord rimangono intatti e i suoi vertici starebbero dislocando missili e strutture di collaudo altrove, per prevenire attacchi di “decapitazione”.

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Per quanto riguarda il complesso nucleare di Yongbyon , immagini satellitari, riprese nel mese di novembre, avrebbero mostrato lo scavo di canali e la costruzione di un nuovo edificio vicino agli impianti di scarico dell’acqua dei reattori. Il sito sarebbe rimasto attivo e immagini satellitari “indicherebbero anche possibili operazioni del laboratorio radiochimico e delle relative centrali a vapore”, secondo quanto riportato dal rapporto.

Il gruppo ha affermato che la Corea del Nord oltre a utilizzare strutture civili, starebbe utilizzando “siti industriali-militari non utilizzati in passato come luoghi di lancio” – alcuni vicini e altri distanti fino a 10 chilometri dai siti di assemblaggio o deposito. Nel rapporto viene citato come esempio il lancio di prova dei missili balistici intercontinentali Hwasong-14 dalla fabbrica di aerei Panghyon il 4 luglio 2017 e un lancio da Mupyong-ni 24 giorni dopo. Inoltre l’aeroporto internazionale Sunan di Pyongyang, il più grande aeroporto civile-militare del paese, è stato utilizzato per lanciare missili Hwasong-12 il 29 agosto e il 15 settembre dello stesso anno.

Per quanto riguarda le sanzioni commerciali, gli esperti hanno detto che continuano a indagare su due società cinesi sulla lista nera dell’ONU – la Namchogang Trading Corporation e la Namhung Trading Corporation – e sulle società di copertura associate e i loro rappresentanti “per le attività di approvvigionamento nucleare”.

Ci sarebbero anche “indagini multiple su attività proibite” tra la Corea del Nord e il governo siriano. Il gruppo di esperti ha riferito che tra questi ci sarebbero cittadini siriani coinvolti nell’attività d’intermediazione di armi, per conto della Corea del Nord, “verso una serie di paesi mediorientali e africani, per armi convenzionali e, in alcuni casi, missili balistici, a gruppi armati nello Yemen e in Libia”.

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Gli esperti hanno riferito che per quanto riguarda la cooperazione militare nordcoreana, l’Iran, “sarebbe uno dei due mercati più redditizi” e che, gli uffici della Korea Mining Development Trading Corporation e della Green Pine Associated Corporation nel paese “sarebbero attivi”.

Il governo iraniano ha risposto al gruppo che gli unici nordcoreani presenti nel paese erano diplomatici e non hanno violato le sanzioni ONU.

Il gruppo ha inoltre affermato che sta proseguendo le indagini su “molteplici tentativi di cooperazione militare” tra la Corea del Nord e varie autorità libiche. Secondo quanto riferito dagli esperti starebbero continuando anche le indagini sui progetti di cooperazione militare tra Corea del Nord e Sudan, incluse le attività che coinvolgerebbero un trafficante siriano di armi e tecnologia per “sistemi di difesa antiaerea e portatili”.

In un articolo di Nigrizia del giugno dello scorso anno, viene riportato che in un rapporto, presentato al Consiglio di sicurezza il 5 marzo 2018, gli esperti asserivano di aver investigato la cooperazione militare tra il Sudan e la Corea del Nord e le attività della Korea Mining Development Trading Corporation (KOMID) (Società per il commercio e lo sviluppo minerario), la società attraverso cui Pyongyang commercia apparati missilistici e armi convenzionali. Successivamente, nel mese di giugno 2018, il portavoce del ministero degli Esteri sudanese, Garib Allah Khidir, aveva ribadito che il suo paese aveva cancellato tutti i contratti stipulati con Pyongyang.

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L’economia nordcoreana rimane debole e vulnerabile. Le sanzioni contro la Corea del Nord continuano a strangolare la già povera economia del paese. Pyongyang cerca in tutti i modi di sopravvivere. Otre alle diverse modalità di violazioni delle sanzioni internazionali, l’esportazione di forza lavoro è considerata una fonte importante di entrate per la Corea del Nord per la valuta estera guadagnata dai lavoratori nord-coreani all’estero. Secondo alcune informazioni il numero di nordcoreani che il regime invia sistematicamente all’estero si aggirerebbe tra i 50.000 ed i 60.000 e le loro rimesse arriverebbero fino a 500 milioni di dollari l’anno, mentre secondo altre fonti, i lavoratori sarebbero il doppio e le stime delle loro rimesse verso Pyongyang varierebbero da decine di milioni a oltre 1 miliardo di dollari l’anno.

E’ recente la dichiarazione del leader nordcoreano sulla necessità di una crescita economica del paese. Secondo quanto riportato dal Korea Times, Kim Jong-un avrebbe sottolineato la necessità di una crescita economica “indipendente” del suo paese dopo il summit fallito con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. il giornale ufficiale del Comitato centrale del Partito del lavoro nordcoreano, il Rodong Sinmun, citando Kim Jong-un, ha riportato: ” se aspetti che qualcuno ti dia una mano non puoi fare niente”.

Secondo il quotidiano, è un punto importante dell’ agenda politica e una questione di vita o di morte per la Corea del Nord scegliere tra crescita indipendente e dipendenza dall’influenza straniera. E’ stato inoltre sottolineato che il paese affronterà le pesanti sanzioni economiche dalla società internazionale rivitalizzando l’economia attraverso la concorrenza tra le province.

Pyongyang potrebbe comunque contare sui paesi amici come Russia e Cina. Tra il 16 e il 21 marzo alcuni senatori russi si trovano in Corea del Nord (16-21 marzo), dove hanno in programma una serie di incontri allo scopo di continuare il dialogo con la Corea del Nord.

Alla fine dello scorso anno i vice ministri degli esteri di Cina, Russia e Corea del Nord si erano incontrati a Mosca per coordinare un approccio trilaterale al processo di denuclearizzazione nella penisola coreana e avevano invitato il Consiglio di sicurezza degli Stati Uniti ad “aggiustare” l’attuale regime di sanzioni contro Pyongyang.

Foto KCNA e AP

 

Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.

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