Caduto il Califfato, l’Isis punta sulla guerriglia per rilanciare il jihad

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Dopo aver perso la quasi totalità del territorio in Siria e Iraq, vedendo così tramontare forse per sempre l’idea del “Ccaliffato”, i vertici dello Stato islamico sembrano aver modificato la strategia per privilegiare la guerriglia.

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Uno dei siti di informazione legato al gruppo jihadista ha diffuso le diverse tecniche di combattimento e invita i miliziani ad approfondirne le conoscenze.

Nelle ultime settimane la rivista online al-Naba, legata al gruppo fondamentalista, ha incoraggiato i propri lettori ad adottare le tattiche della guerriglia, pubblicando istruzioni dettagliate su come compiere le cosiddette azioni “mordi e fuggi”. I leader jihadisti hanno deciso di adottare questa tipologia di combattimento, che potrebbe essere utilizzata oltre i confini di Siria e Iraq.

Analisti ed esperti ricordano che l’Isis già in passato, seppur in modo saltuario, aveva adottato questa tecnica. Oggi, tuttavia, essa viene formalizzata attraverso linee guida che la delineano come procedura standard nel contesto delle operazioni militari.

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Del resto la nuova tattica adottata dallo Stato islamico sembra essere vincente, come testimoniano i numerosi attacchi che si sono registrati nell’ultimo periodo in Iraq e Siria, anche in aree che non erano state occupate dalle milizie del Califfo.

“La triste realtà – sottolinea Rita Katz, direttore esecutivo di Site Intelligence Group – è che l’Isis è ancora molto pericoloso”. Hassan Abu Hanieh, esperto giordano di islam, conferma che l’Isis ha usato di recente tattiche di guerriglia e per conquistare – anche solo per un breve periodo – cittadine e guadagnare visibilità.

La stessa tattica adottata da molti anni dai talebani afghani.

(con fonte Asianews)

Foto Stato Islamico

 

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