Nasce Rayethon Technologies: sempre più grandi i colossi Usa della Difesa

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Il gruppo Raytheon, primo produttore missilistico del mondo, e il produttore di componenti e motori aeronautici United Technologies (che include il brand Pratt&Whitney) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la fusione delle die società. Dalle nozze nasce un vero e proprio colosso del settore dell’aerospazio e Difesa, secondo al mondo solo a Lockheed Martin.

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La nuova realtà industriale attiva nel settore civile come in quello militare, prenderà il nome di Rayethon Technologies Corp., e unirà quindi la produzione di motori per jet militari e plance di comando per le cabine di pilotaggio degli aerei a quella di missili, sensori per satelliti, strumenti di comunicazione per aerei, sistemi di comando e controllo ed equipaggiamenti elettronici, cyber warfare e guerra elettronica.

Il quartier generale sarà nell’area di Boston, in Massachusets, dove già sede di Raytheon.

L’intesa dovrebbe essere chiusa nella prima metà del 2020 e il valore del portafoglio vendite dei due gruppi che si fonderanno è stato di circa 74 miliardi di dollari nel 2018 mentre il valore dei due gruppi raggiunge i 121 miliardi.

United Technologies e Raytheon hanno alcuni clienti in comune ma le loro sovrapposizioni aziendali sono limitate. Secondo l’accordo annunciato domenica, gli azionisti di Raytheon riceveranno 2.3348 azioni nella società combinata per ciascuna azione di Raytheon. Si prevede che la fusione comporterà oltre 1 miliardo di dollari in sinergie di costo entro la fine del quarto anno, hanno dichiarato le società.

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Gli azionisti di United Technologies deterranno circa il 57% di Raytheon Technologies Corporation, che sarà guidata da Hayes. Gli azionisti di Raytheon deterranno il resto della partecipazione, e il CEO di Raytheon Tom Kennedy sarà nominato presidente esecutivo.

Le società hanno negoziato i termini per diversi mesi, secondo una fonte citata dall’agenzia di stampa Reuters che ha chiesto l’anonimato.

L’accordo è stato strutturato in modo tale che nessun azionista di nessuna delle due società riceverà un premio. United Technologies e Raytheon hanno capitalizzazioni di mercato rispettivamente di 114 miliardi e 52 miliardi di dollari.

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La società di nuova costituzione dovrebbe restituire tra i 18 miliardi e 20 miliardi di capitale agli azionisti nei primi tre anni dopo il completamento dell’operazione mentre la nuova società assumerà anche circa 26 miliardi di debito netto.

L’accordo conferma e rafforza la tendenza alla fusione delle società del settore Difesa e Aerospazio già evidenziatasi anche in tempi recenti con la fusione tra L3 e Harris nell’ottobre scorso e quelle precedenti con le acquisizioni di CSRA da parte di General Dynamics e di Orbital ATK da parte di Northrop Grumman

Nel comunicato congiunto si legge che l’obiettivo della fusione è creare “un fornitore di sistemi all’avanguardia con tecnologie avanzate per affrontare i segmenti in rapida crescita dell’aerospazio e della difesa” ma è la stessa Casa Bianca ad esprimere qualche perplessità.

“Sono un po’ preoccupato”, ha detto il presidente Donald Trump a CNBC nel timore che la fusione possa ridurre la concorrenza spingendo in alto i prezzi. “Quello che voglio vedere è concorrenza: sono due grandi società, ma voglio assicurarmi che non riduciamo la nostra competitività”.

 

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