A rischio l’accordo tra Tokyo e Seul per lo scambio di informazioni d’intelligence

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Secondo fonti stampa, la Corea del Sud starebbe valutando la possibilità di annullare il patto di condivisione delle informazioni d’intelligence con il Giappone come possibile contromisura alla decisione di Tokyo di rimuovere Seul dalla lista dei partner fidati che ricevono un trattamento preferenziale nelle procedure commerciali.

La decisione di Tokyo sta infatti rivelandosi la più grave minaccia ai legami militari trilaterali tra Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti.

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Seul afferma che la decisione giapponese sia stata una rappresaglia per le rimostranze politiche e storiche, tra cui una serie di decisioni giudiziarie sudcoreane che impongono alle compagnie giapponesi di pagare un risarcimento per il lavoro forzato a cui sottoposero i sudcoreani durante la Seconda guerra mondiale.

Il Giappone afferma che la rimozione della Corea del Sud dall’elenco dei paesi con status di esportazione preferenziale è strettamente dovuta alla perdita di fiducia e alle preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale.

“Il GSOMIA (General Information Military Information Agreement) è un accordo per lo scambio di informazioni militari riservate. Kim Hyun-chong, vicedirettore della sicurezza nazionale sudcoreana, durante un briefing ha riferito ai giornalisti che “il Giappone dovrebbe riflettere su come potremmo continuare ad osservare l’accordo se non si fidano di noi”.

Il patto, firmato dai due paesi nel 2016, viene rinnovato ogni agosto e una decisione sull’estensione del GSOMIA è prevista per il giorno 24 di questo mese. Se non viene rinnovato entro tale data, l’accordo scadrà 90 giorni dopo.

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“Tutte le opzioni possibili sono sul tavolo per rispondere all’azione giapponese. Annullare la GSOMIA è una possibilità” ha detto Kim, aggiungendo che l’ufficio presidenziale ha inviato due alti funzionari in Giappone il mese scorso con l’obiettivo di risolvere l’attrito commerciale attraverso negoziati diplomatici.

“Ma il Giappone ha rifiutato di parlare della questione”. “Abbiamo trasmesso il nostro messaggio che eravamo aperti alle discussioni su varie questioni, inclusa la questione dei lavoratori forzati in tempo di guerra, solo per essere respinti da Tokyo.”

Secondo gli esperti, probabilmente, Seul non rinnoverà l’accordo GSOMIA in considerazione del crescente sentimento popolare anti-giapponese. Ma hanno anche sottolineato che allontanarsi dall’accordo di sicurezza sarebbe dannoso per la Corea del Sud, poiché il Giappone ha più risorse per raccogliere informazioni relative al nucleare e ai missili nella Corea del Nord.

Sarebbe comunque impossibile per i cacciatorpediniere Aegis delle Forze navali giapponesi dispiegate nel Mar del Giappone tracciare i missili balistici lanciati dalla costa occidentale della Corea del Nord come hanno fatto in questi anni grazie alla trasmissione in tempo reale dei dati raccolti dalla Marina Sudcoreana.

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Come riportato da Analisi Difesa, Il GSOMIA doveva inizialmente essere firmato nel 2012, ma era stato poi rinviato a causa delle riserve sudcoreane legate ai rancori risalenti alla dominazione nipponica della Penisola.

La firma dell’accordo GSOMIA risale al novembre 2016 ed è stato il primo patto militare tra i due paesi dalla liberazione della Corea del Sud dal dominio giapponese (1910-1945).

L’accordo permette a entrambi i Paesi di condividere informazioni d’intelligence militare direttamente senza l’intermediazione statunitense.
Il Giappone avrebbe circa 110 assetti di raccolta di informazioni militari, tra cui cinque satelliti, sei cacciatorpediniere Aegis, quattro radar terrestri e 17 velivoli di “early warning” e aerei da pattugliamento marittimo.

Una cancellazione dell’accordo militare complicherebbe gli sforzi congiunti dei due alleati degli Stati Uniti sulle questioni di sicurezza regionale, in particolare nel monitoraggio della minaccia della Corea del Nord.

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Tokyo ha espresso la volontà di mantenere l’accordo GSOMIA e il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha tenuto un incontro trilaterale con i ministri degli Esteri Kang Kyung-wha della Corea del Sud e Taro Kono del Giappone, il 2 agosto scorso, a margine del Forum regionale dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) a Bangkok, in Thailandia.

In Corea del Sud, questa situazione ha alimentato ancor più il sentimento anti-giapponese, portando a boicottare i prodotti nipponici. Il Giappone è una delle principali destinazioni di viaggio per i sudcoreani, con circa 7,5 milioni di visitatori lo scorso anno. La disputa commerciale ha avuto la conseguenza di ridurre le prenotazioni del 50%.

L’eventuale mancato rinnovo del GSOMIA arriverebbe in un momento in cui Pyongyang è ritornato a condurre test missilistici mentre una spaccatura significativa tra i due alleati degli USA potrebbe avere un impatto sulla sicurezza della regione.

Foto Yonhao, Busineskorea, Defebseworld e Japan Self Defence Forces

 

Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.

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