Pyongyang riapre ai colloqui con gli Usa ma testa un nuovo razzo pesante

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Ieri mattina la Corea del Nord ha lanciato due razzi pesanti a lungo raggio da una regione occidentale verso il Mare Orientale. Il test ha avuto luogo alcune ore dopo che il primo viceministro degli Esteri di Pyongyang ha espresso la volontà di riprendere alla fine di settembre i colloqui con gli Stati Uniti sulla denuclearizzazione. C

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hoe Son-hui ha anche chiesto a Washington di presentare una nuova proposta accettabile per il governo nordcoreano.

Quello di stamane è il decimo lancio dell’anno. Finora la Corea del Nord ha testato nuovi tipi di missili balistici  come protesta contro le esercitazioni militari congiunte tra gli Usa ed il Sud.

Il Comando congiunto (JCS) delle Forze armate sudcoreane ha riferito che Pyongyang ha sparato i razzi alle 6.53 e alle 7.12 del mattino da aree vicine alla città di Kaechon, nella provincia meridionale di Pyongang – circa 80 chilometri a nord della capitale. Entrambi i vettori hanno volato per circa 330 chilometri attraverso la penisola e si sono schiantati Mare Orientale. Il JCS ha aggiunto che le autorità di intelligence sudcoreane e statunitensi stanno cercando di individuare la tipologia esatta delle armi testate.

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Nelle ore successive è stato confermato che il test ha riguardato un nuovo lanciarazzi multiplo di grosso calibro. Il leader nord-coreano, Kim Jong-un ha supervisionato al test ed è apparso sorridente a fianco di un veicolo dotati di un lanciarazzi multiplo (4 tubi di lancio) di calibro consistente ma non specificato nelle foto diffuse da Pyongyang.

Secondo analisti, Pyongyang ha programmato il test per rafforzare la sua posizione in vista della ripresa dei colloqui sul nucleare. Le trattative sono ferme da febbraio scorso, quando il secondo vertice tra Donald J. Trump e Kim Jong-un ad Hanoi (Vietnam) si è concluso senza un accordo.

Per le diplomazie dei due Paesi sono ore frenetiche, dopo che l’agenzia di Stato del Nord ha pubblicato le dichiarazioni di Choe Son-hui. Il primo viceministro degli Esteri di Pyongyang ha affermato di aver preso nota dei ripetuti inviti di Washington a tornare al tavolo dei negoziati ed ha annunciato: “Siamo disposti a collaborare con gli Stati Uniti per discussioni approfondite sulle questioni che abbiamo finora affrontato, al momento e nel luogo da concordare a fine settembre”.

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Choe ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti abbiano avuto “abbastanza tempo” per trovare il “metodo di calcolo” che Kim ha richiesto in un discorso ad aprile.

“Credo che la parte americana uscirà con una proposta orientata agli interessi della Corea del Nord e degli Usa, basata su un metodo di calcolo accettabile per noi”, ha sostenuto Choe. “Se la parte statunitense – ha aggiunto – ripropone lo scenario logoro che non ha nulla a che fare con il nuovo metodo di calcolo della negoziazione, i rapporti tra Pyongyang e Washington potrebbero finire”.

Poco dopo, il presidente Trump ha confermato ai giornalisti di aver letto la dichiarazione di Choe ma non ha dato una risposta definitiva. “Vedremo cosa succede, ma dico sempre che avere colloqui è una cosa positiva, non negativa”, ha detto alla Casa Bianca.

(con fonte Asianews)

Foto KCNA

 

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