Aumentano le incursioni aeree statunitensi in Afghanistan

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Le forze armate statunitensi hanno lanciato più bombe e missili sull’Afghanistan nel mese di settembre di quest’anno rispetto a qualsiasi singolo mese dal 2010. Lo evidenziano i dati resi noti dall’Air Force Central Command (AFCENT).

Secondo le statistiche Airpower del comandante Combined Forces Air Component Command (CFACC) 2013-2019 rilasciate l’8 ottobre, circa 948 missioni sono state effettuate in Afghanistan a settembre con il rilascio di armi. Il numero più un alto in un solo mese dall’apice del conflitto nel 2010 quando le armi aeree sganciate in ottobre di quell’anno furono 1.043.

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Come ha osservato da AFCENT, le statistiche comprendono tutti gli aerei statunitensi e alleati (della Coalizione) pilotati o UAS che volano nell’area dell’Afghanistan sotto il controllo CFACC.

I dati non includono le forze dell’aeronautica militare afgana (AAF) e, poiché solo gli Stati Uniti sono attualmente impegnati in operazioni aeree cinetiche in Afghanistan, queste cifre sono di fatte limitate alle forze armate statunitensi.

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Con le operazioni di combattimento degli Stati Uniti e della coalizione in Afghanistan terminate ufficialmente nel dicembre 2014, il numero di attacchi aerei monitorato dal CFACC è sceso da 2.365 in quell’anno a soli 947 nel 2015 (la cifra più bassa registrata dal 2009 quando AFCENT ha iniziato a pubblicare i suoi numeri).

Il tasso di attacchi ha ripreso a salire rapidamente nel 2016 con 1.337 missioni, è aumentato di nuovo nel 2017 con 4.361 e di nuovo nel 2017 con 7.362.

Il nuovo massimo registrato per settembre segue un altro picco negli ultimi 9 anni raggiunto ad agosto, che ha visto 783 missioni di attacco. Dall’inizio del 2019 a fine settembre sono stati 5.431 gli attacchi aerei registrati.

Foto US DoD

 

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