In definizione il contratto per 36 (o 48?) caccia Sukhoi Su-35 per la Turchia

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Come anticipato sul nostro canale Telegram lo scorso 25 ottobre Ankara e Mosca sarebbero vicini alla conclusione di un accordo per la fornitura di 36 caccia Sukhoi Su-35; a riferirlo è il Daily Sabah secondo cui oltre al suddetto accordo i due paesi avrebbero intrapreso colloqui anche sulla coproduzione di alcuni componenti dei caccia di fabbricazione russa, incluse armi e munizioni di precisione da impiego aereo.

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Un’operazione che fa seguito alla visita del Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan giunto lo scorso 27 agosto all’inaugurazione del salone aerospaziale russo MAKS 2019: in quel frangente il leader turco accompagnato dal Presidente Putin in persona prese visione dei nuovi sistemi d’arma aeronautici (Su-57 in primis e a seguire il Su-35, il Ka-52, il Mi-38, etc.).

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Come se non bastasse poi, a nemmeno un mese di distanza da quell’evento, lo scorso 14 settembre è stato un Sukhoi Su-35 russo veterano delle operazioni militari in Siria (RF-81719 – 52 rosso) a ricambiare la visita in Turchia per partecipare all’expo turco Teknofest 2019. L’esibizione in volo dell’ultimo dei Flanker sui cieli di Istanbul sembra abbia positivamente impressionato i militari turchi.

L’ultimo erede della famiglia dei Flanker continua insomma a mietere più successo persino dello stesso caccia di quinta generazione che dovrà sostituirlo; d’altronde seguendo il logico ragionamento degli indiani che non hanno intenzione di guardare al Su-57 se non dopo l’ingresso in servizio di quest’ultimo tra le file della VKS è plausibile che il Su-35, ad oggi, possa avere più probabilità di vendita rispetto al caccia di quinta generazione russo.

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 Nei mesi scorsi gli Stati Uniti hanno sospeso la partecipazione della Turchia al programma ei cacciabombardieri Lockheed Martin F-35 a seguito della decisione di Ankara di acquistare dalla Russia batterie del sistema di difesa missilistica S-400.

Secondo il Pentagono,  la presenza sul suolo turco degli S-400 è incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato, in particolare gli F-35 su cui i russi potrebbero acquisire “informazioni cruciali”.

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Nei giorni scorsi funzionari del governo turco citati anonimamente da Defense News avevano definito i negoziati per i Su-35 in una “fase avanzata” aggiungendo che “un accordo non sembra essere troppo distante” specificando che la Turchia potrebbe acquistare due squadroni di Su-35 per un totale di 48 esemplari.

Uno specialista del settore aerospaziale ad Ankara ha dichiarato che Mosca propone l’aereo da caccia a un prezzo oscillante tra 50 milioni e 70 milioni di dollari a esemplare.

“Il potenziale accordo Su-35 ha un valore strategico per i russi”, ha detto sottolineando che i turchi si aspettano “che i nostri partner russi assistano il nostro programma nazionale di aerei da combattimento con alcuni trasferimenti di tecnologia”.

La Turchia ha pagato 2,5 miliardi di dollari per le due batterie di missili da difesa aerea e antimissile a lungo raggio S-400, contratto finanziato con un prestito internazionale.

Foto Sukhoi, Twitter, Ministero Difesa Russo e Sputnik

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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