Iraq: cacciato l’eroe della lotta contro lo Stato Islamico

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Lo scorso 27 settembre, il Primo Ministro iracheno Abdul-Mahdi ha rimosso il Generale al-Saadi, uno dei più importanti comandanti del CTS, le Forze di Contro-terrorismo dell’Iraq.

Il CTS è di gran lunga la migliore unità irachena per il contrasto della minaccia terroristica. È stato creato dagli Stati Uniti nel 2007. Da allora l’unità viene addestrata e in parte finanziata da Washington, che ne ha fatto il suo miglior partner sul campo per il contrasto allo Stato Islamico negli ultimi anni.

Al-Saadi è stato il perno della lotta contro Daesh fin dal 2014. Il comandante ha guidato il CTS in tutte le offensive contro lo Stato Islamico, dalla battaglia di Tikrit a quella di Falluja, fino alla liberazione della città di Mosul dagli jihadisti nel 2017, in seguito alla quale Daesh è stato dichiarato sconfitto in Iraq. Di conseguenza, il Generale 56enne viene considerato un eroe nazionale. Proprio per questo motivo, la decisione del Premier ha provocato lo sdegno della popolazione irachena, che ha lanciato l’hashtag “Siamo tutti al-Saadi”.

Anche se il Primo Ministro non ha dato alcuna spiegazione, la mossa può trovare due spiegazioni. La prima, una vendetta tutta interna agli ambienti militari iracheni. Infatti, al-Saadi era soprannominato “l’Incorruttibile” e da anni denunciava la corruzione e il malaffare dilaganti all’interno delle Forze Armate. La seconda spiegazione invece è legata all’influenza iraniana nel Paese. Le milizie sciite e i partiti al governo filo-Teheran potrebbero aver fatto pressioni per sostituirlo con una figura più vicina alle loro posizioni. D’altronde, al-Saadi era ritenuto piuttosto vicino a Washington. Se così fosse, la cacciata del Generale potrebbe portare anche il CTS più vicino all’orbita di Teheran, aumentandone l’influenza sulle istituzioni e gli apparati di sicurezza iracheni.

Fonte Newsletter Centro Studi Internazionali (CeSI)

 

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