Porti aperti alle Ong? Il Parlamento Europeo dice no

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Una risoluzione sui porti aperti bocciata per appena due voti, con l’ astensione decisiva del Movimento5 Stelle, nonostante l’adozione di un suo emendamento per introdurre un meccanismo automatico e obbligatorio dei migranti salvati in mare. Il voto di ieri al Parlamento europeo, con la spaccatura tra il campo progressista e il blocco formato dal Partito Popolare Europeo, il gruppo sovranista di ID e i Conservatori, rischia di avere serie ripercussioni sui piani della Commissione di Ursula von der Leyen per riformare la politica migratoria dell’ Ue, ma ha già  provocato uno scontro interno alla maggioranza di governo in Italia.

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Poco dopo mezzogiorno a Strasburgo, la plenaria dell’Europarlamento mette ai voti una serie di risoluzioni sulle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. I testi presentati dalla destra per promuovere il modello di Europa fortezza non passano. Poi inizia il voto sugli emendamenti a una risoluzione già adottata dalla commissione Libertà pubbliche dopo l’audizione di Carola Rackete, il capitano della Sea Watch a cui i deputati hanno riservato una standing ovation appena tre settimane fa.

Il testo aveva il sostegno di Socialisti&Democratici, liberali di Renew Europe, Verdi e estrema sinistra della Gue. Anche il M5s sembra sostenerlo, dopo la presentazione di tre emendamenti comuni con i socialisti e i verdi. Ma al momento del voto finale i pentastellati si astengono. Risultato: 288 voti a favore, 290 contrari e 36 astensioni. E l’Europarlamento boccia la risoluzione sui porti aperti.

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Laura Ferrara del M5s ha subito denunciato una “ennesima occasione persa”. I pentastellati avevano “presentato degli emendamenti che restituivano concretezza e ambizione ad un testo altrimenti vago e polarizzato. Questi emendamenti non hanno trovato il sostegno della maggioranza, da qui la nostra astensione”, ha spiegato Ferrara.

In realtà, sottolinea l’agenzia giornalistica AGI, il primo emendamento del M5s era stato approvato: la richiesta di un meccanismo di ricollocamento tra gli Stati membri di tutti i migranti salvati in mare. Un secondo emendamento, legato ai corridori umanitari ma di scarsa rilevanza, era stato effettivamente bocciato. Il terzo emendamento del M5s riguardava i porti aperti e non è stato messo ai voti perchè  superato da un altro testo.

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Nel testo del M5s si invitavano “gli Stati membri a mantenere i loro porti aperti alle navi delle ONG impegnate in operazione di ricerca e soccorso in linea con le pertinenti convenzioni internazionali e altre norme applicabili”.

Poco prima era passato un altro emendamento presentato dai liberali di Renew Europe che ha fatto decadere quello del M5s. In sostanza, si chiedeva aperti in ogni circostanza per i naufraghi: gli Stati membri devono “mantenere i loro porti aperti alle navi, comprese le navi delle ONG, che hanno effettuato operazioni di salvataggio e intendono far sbarcare i passeggeri”.

La differenza appare minima, ma in realtà è sostanziale, almeno per ilM5s. Mercoledì sera Laura Ferrara aveva sottolineato che il passaggio sulle “altre norme applicabili” era un riferimento alle “leggi nazionali applicabili ai diversi casi”.

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Nel caso dell’Italia, le leggi nazionali sono i decreti sicurezza di Matteo Salvini (ma approvati al parlamento di Roma anche con i voti di M5S e anche oggi in vigore anche se non applicati dall’attuale governo), che autorizzano la chiusura dei porti.

Verdi e socialisti, che avevano co-firmato il testo del M5s, si sono trovati in imbarazzo quando alcuni media italiani hanno iniziato a parlare di “emendamento anti-Carola”. Al di là delle interpretazioni, la Lega e l’estrema destra all’Europarlamento festeggiano, così come una parte consistente del Ppe. La risoluzione “era in sostanza un testo anti Salvini e pro trafficanti di morte in mare”, ha detto il presidente del gruppo Identità e democrazia, Marco Zanni, rivendicando la “posizione determinante della Lega”.

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Per la Commissione von der Leyen sarà difficile, dopo questo voto, proporre una riforma di Dublino incentrata sulla solidarietà ai migranti e tra Stati membri. Ma le implicazioni immediate si fanno sentire soprattutto a Roma.

“L’ astensione del M5S oggi alla risoluzione sui migranti poi bocciata dal Parlamento europeo, segnala un problema rilevantissimo. Non credo che sia possibile costruire un’alleanza con un movimento che ha una posizione sostanzialmente molto simile a Salvini”, ha detto il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci.

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L’ astensione del M5s è “incomprensibile e comunque grave”, reagisce la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. Secondo Nicola Danti, europarlamentare di Italia Viva, i 5s “dimostrano ancora una volta la loro continuità con il precedente governo con la Lega”.

Nella Sinistra (e persino molti pentastellati) sembrano però aver dimenticato che M5S, pur tra molte ambiguità emerse in più occasioni, nel suo programma elettorale prometteva “immigrazione zero”. Un obiettivo che ha portato molti voti ai pentastellati, certo più in linea con la Lega di Salvini che con PD e LeU.

(con fonte AGI)

Foto: Marina Militare, Frontex, M5S, MOAS, Parlamento Europeo, Commissione Ue

 

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