Guerra ai jihadisti nel Sahel: scontri su due fronti nel sud del Niger

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“Quattro soldati nigerini e 63 terroristi sono rimasti uccisi in combattimenti tra l’esercito e uomini pesantemente armati nella regione di Tillaberi, nel Niger Occidentale” al confine con il Mali, ha reso noto il 3 aprile con una nota il Governo di Niamey.

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I soldati hanno messo in fuga gli aggressori e recuperato dozzine di motociclette e armi, ha dichiarato il ministero della Difesa nigerino in un intervento alla televisione pubblica.

La regione di Tillaberi è vicina ai confini di Mali e Burkina Faso ed è una delle più calde dell’intero Sahel alle prese con l’insurrezione jihadista. Nella regione Nigeria l’uso di motociclette è stato vietato da gennaio al fine di frenare gli attacchi dei jihadisti.

Nel Sud-est negli ultimi giorni gli eserciti della Nigeria e del Niger hanno lanciato un’offensiva congiunta regionale contro i jihadisti dello Stato islamico nell’Africa occidentale (ISWAP), il gruppo secessionista di Boko Haram responsabile di numerosi attentati nel bacino del Lago Ciad, gli ultimi dei quali avvenuti la scorsa settimana con la morte di quasi 150 militari nigeriani.

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In un comunicato, le forze armate di Abuja hanno spiegato che i ripetuti attacchi sferrati da Boko Haram nella regione hanno “richiesto un’offensiva massiccia e coordinata” con i paesi vicini.

La forza congiunta multinazionale (MNJTF), che riunisce le truppe degli eserciti locali nella lotta al terrorismo jihadista ma che era stata indebolita a gennaio dal ritiro dei 1.200 militari del Ciad.

Come ha reso noto l’Agenzia di stampa Nova il ministro della Difesa di N’djamena, Mahamat Abbali Salah, ha  annunciato che quelle forze saranno ridistribuite nei paesi vicini per supportare la lotta anti-jihadista, dopo che il mese scorso un altro attacco ad una postazione dell’esercito in Ciad ha provocato oltre 100 morti.

 

L’offensiva, rinominata “collera di Boma” in seguito all’attacco sferrato lo scorso 24 marzo contro una base militare nell’omonima località in Ciad, nel quale sono morti 92 militari, è stata annunciata il 29 marzo dal presidente ciadiano Idriss Deby per “ripulire l’intera area” dal gruppo jihadista.

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La scorsa settimana il capo dello Stato ciadiano aveva definito l’attacco all’isola di Boma come “il più mortale mai subito dal paese. Mai nella nostra storia abbiamo perso così tanti uomini contemporaneamente”, ha dichiarato Deby in un intervento televisivo dopo essere stato sul posto. Secondo fonti dell’esercito, i jihadisti hanno attaccato riuscendo ad avere la meglio anche sui rinforzi inviati e a mettere le mani su 24 veicoli militari.

Con questo attacco Boko Haram “ha inferto un duro colpo al nostro sistema di difesa in quest’area”, ha detto un alto ufficiale ai media locali.

Per contrastare i gruppi jihadisti nell’area, nel 2015 i governi della regione hanno istituito la Forza multinazionale congiunta, una coalizione militare regionale impiegata nell’area del lago Ciad con l’aiuto di milizie di vigilanza composte da abitanti locali.

(con fonti AFP e Agenzia Nova)

Foto RFI e US DoD

 

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