Covid-19: dal Sud Africa i primi segnali di grave crisi dell’industria della Difesa

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Quello che era il gioiello della corona dell’industria della difesa sudafricana è stato letteralmente messo in ginocchio da una serie di crisi con l’ultimo – coronavirus – che ha lasciato Denel incapace di pagare stipendi e salari per maggio.

Lo riporta il sito sudafricano Defenceweb citando un appunto interno dell’amministratore delegato del gruppo Denel, Danie du Toit (nella foto sotto), in cui si afferma che il conglomerato di difesa e tecnologia di proprietà statale non è stato risparmiato dalla pandemia globale.

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“Dall’allentamento del blocco”, scrive al personale, “ci è stato permesso di riportare in produzione solo il 30% della nostra forza lavoro e il 19% del nostro personale lavora da casa, mentre il restante 51% non può affatto lavorare”.

“Mi rattrista informare che Denel non è in grado di pagare gli stipendi di maggio e che quelli di giugno e luglio sono in grave pericolo “, scrive Du Toit ai 5mila dipendenti

Mentre i sindacati minacciano scioperi ma il problema sembra essere legato anche all’impossibilità di consegnare a clienti esteri prodotti Denel per 101 milioni di Rand (5,25 milioni di euro) perché non vengono rilasciati permessi di esportazione approvati dal National Conventional Arms Control Committee (NCACC) e rilasciati dalla Direzione: Conventional Arms Control (DCAC), entrambi chiusi a causa del confinamento.

Non si tratta delle prime difficoltà finanziarie per Denel e Defenceweb sottolinea che “due volte l’anno scorso l’azienda non è stata in grado di pagare i salari completi ai dipendenti con l’impasse risolta dall’intervento del governo attraverso un’iniezione di 1,8 miliardi di rand dal Ministero del Tesoro.

Foto Denel

 

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