Il governo annulla la partecipazione alla missione navale EMASOH a Hormuz

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Nell’ambito dell’approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto missioni, non ancora reso pubblico ma che delinea la partecipazione nazionale alle operazioni militari oltremare, è stata annullata la prevista partecipazione di una fregata della Marina Militare italiana alla missione europea European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz (EMASOH) a guida francese nello Stretto di Hormuz, prevista dal gennaio scorso.

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La decisione del governo non è stata motivata: l’agenzia di stampa Public Policy parla della necessità di “risparmiare qualche risorsa economica in più, visto il particolare momento che il nostro Paese sta vivendo” ma da quanto risulta ad Analisi Difesa la cancellazione della partecipazione a EMASOH potrebbe essere il frutto di pressioni esercitate dal Ministero degli Esteri, non nuovo a entrare a “gamba tesa” nel campo delle missioni militari all’estero, finanziate da un decreto annuale che stanzia anche i fondi per la cooperazione e sviluppo della Farnesina.

La partecipazione italiana alla missione europea ma non posta sotto l’egida della Ue (esaminata nel gennaio scorso da un articolo di Fabio Caffio su Analisi Difesa) che avrà come porto operativo la base navale francese negli Emirati Arabi Uniti (nella foto sopra), era stata annunciata a gennaio dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che negli ultimi mesi ha lavorato intensamente al miglioramento delle intese per la cooperazione militare con la Francia.

Anche nell’ambito delle missioni militari, dal Sahel allo Stretto di Horrnuz dove sono già presenti unità navali di molte nazionalità con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione nonostante le tensioni tra USA e Iran.

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“L’Iran stringerà la sua cintura di sicurezza nelle acque strategiche del Golfo Persico, e in particolare nello Stretto di Hormuz” ha detto ieri il 28 maggio il ministro della Difesa di Teheran, brigadiere generale Amir Hatami, consegnando in una cerimonia nel porto meridionale di Bandar Abbas 112 navi veloci d’assalto alla flotta dei Pasdaran.

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“Rafforzeremo la profondità della nostra presenza con l’aiuto di diverse imbarcazioni di superficie e sottomarine costruite nel Paese”, ha dichiarato Hatami alla cerimonia a cui ha preso parte anche il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, generale Hossein Salami.

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Le navi che sono state inquadrate all’interno della Marina dei pasdaran sono state prodotte interamente nei cantieri iraniani e appartengono a diverse tipologie tra cui i barchini veloci classe Ashura armati di mitragliatrice e lancia razzi, i mezzi subacquei da incursione (maiali) e le motovedette leggere classe Zolfaqar (nelle foto sopra e sotto dell’Agenzia ISNA).

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Foto Ministero Difesa Francese e ISNA

 

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