Mozambico: vittoria a Cabo Delgado contro lo Stato Islamico

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Il 4 ottobre il presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha esortato i miliziani islamisti attivi nella provincia settentrionale di Cabo Delgado ad arrendersi, affermando che essi non hanno più un posto dove scappare dopo che le forze combattenti del Ruanda e del Mozambico con il supporto dei contingenti inviati da Sudafrica e Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) hanno riconquistato i territori espugnati dagli insorti mettendo in sicurezza la provincia ricca di gas naturale il cui sfruttamento interessa diverse compagnie internazionali inclusa la francese Total, il cui progetto ha un valore di 20 miliardi di dollari.

Cifra che ha indotto a ipotizzare che il decisivo intervento di mille militari ruandesi impiegati in prima linea al fianco delle truppe di Maputo, sia stato caldeggiato e finanziato proprio da Parigi.

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L’appello di Nyusi durante le celebrazioni della 29a Giornata della pace e della riconciliazione nazionale (che poise fine alla guerra civile in Mozambico) è giunto dopo che le forze militari del SADC (1.500 soldati sudafricani, 300 dell’Angola, 300 del Botswana più altre forze da Tanzania, Namibia e Zimbabwe) hanno dichiarato di aver ucciso un alto leader militante islamista insieme ad altri 18 combattenti in un’offensiva scatenata il 25 settembre.

Il presidente ha aggiunto che il governo non intende attuare rappresaglie sui miliziani che si arrenderanno.

Awadhi Ndanjile, un leader religioso strumentale nel reclutamento e indottrinamento dei membri dell’Ahlu Sunnah Wal Jama’a (ASWJ), branca locale dello Stato Islamico, è stato ucciso nell’attacco a una base di miliziani nel distretto di Nangade a Cabo Delgado, secondo quanto affermato dalla missione della Southern Africa Development Community in Mozambico.

“Lo sceicco Rajab Awadhi Ndanjile, soprannominato il dottor Njile, è stato ucciso insieme ad altri diciotto terroristi” recita il comunicato del 1° ottobre.

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Numerose aree precedentemente in mano ai miliziani sono state liberate tra cui le città di Mocimboa da Praia (in agosto) e Mbau, mentre molte basi degli insorti sono state distrutte.

Secondo quanto riferito da fonti militari citate dal quotidiano ruandese “The New Times” e riprese in Italia dall’Agenzia Nova, le forze congiunte mozambicano-ruandesi hanno riconquistato la città di Mbau e i miliziani si sono spostati più a sud nelle fitte foreste di Mbau inseguiti dalle forze alleate.

Secondo le stesse fonti, dopo la riconquista delle principali roccaforti degli insorti, più del 90 per cento della provincia di Cabo Delgado è stata liberata mentre agli insorti restano  poche sacche.

Il consolidamento della vittoria richiederà presumibilmente ancora qualche settimana e non a caso il 6 ottobre la SADC ha annunciato la proroga fino al gennaio 2022 della presenza delle proprie truppe a Cabo Delgado, inizialmente prevista fino al 15 ottobre.

La missione della SADC ha visto la perdita di tre soldati, uno del Botswana e due della Tanzania.
Per appoggiare le forze militari di Maputo sono stati varati programmi addestrativi statunitensi (rivolti alle forze speciali) e dell’Unione Europea (rivolti all’esercito).

 

 

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