Il MiG-35 punta ad aggiudicarsi la commessa dell’Aeronautica Argentina

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In Argentina si ritorna a parlare della gara relativa alla fornitura di 12 nuovi caccia e della possibile intesa Mosca – Buenos Aires sui colloqui che si trascinano da diversi anni senza alcun esito: nel 2017 infatti, il paese latinoamericano aveva inviato una RFP (request for proposal) a Mosca per una fornitura di 15 MiG-29 (nell’illustrazione sotto con le insegne argentine), probabilmente nella variante M/M2 adottata da Egitto e più recentemente dall’Algeria.

L‘anno successivo tale notizia veniva confermata da Anatoly Punchuk, vice direttore del Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare (FSMTC) e nel 2019 venne reso noto il rinvio di tutta l’operazione a causa delle successive elezioni presidenziali.

Infine la pandemia mondiale di coronavirus ha rallentato l’operazione considerando inoltre le sempre esigue casse del Governo argentino da anni alle prese con una consistente crisi economica.

I media argentini hanno tuttavia recentemente riferito che il ministro della Difesa Jorge Taiana ha incontrato i rappresentanti di Rosoboronexport (parte della società statale Rostech) e che durante l’incontro è stata discussa la questione della fornitura di 12 caccia MiG-35 nell’ambito del riequipaggiamento della flotta obsoleta della Fuerza Aérea Argentina.

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Molto probabilmente, come già avvenuto in passato nei confronti di altre nazioni, Rosoboronexport potrebbe aver offerto alla parte argentina, oltre alla fornitura dei MiG-35, anche la creazione di un Centro per la manutenzione e la riparazione di caccia di questo tipo, per inciso il primo in America Latina; annunciato anche il valore del contratto di circa 600 milioni di euro pari a 50 milioni di euro per ogni MiG-35 (nella foto sotto e in apertura) comprensivo di un pacchetto di supporto tecnico e di servizio.

Il bureau russo cerca disperatamene di trovare uno sbocco commerciale all’ultima variante del Fulcrum tanto che al momento il nuovo MiG-35 sarebbe altresì impegnato nella gara malese per la fornitura di 18 velivoli e in quella indiana denominata MMRCA che si trascina oramai da tanti anni e relativa all’acquisto di oltre cento caccia.

Sulle voci relative alla scelta dei caccia sino-pakistani JF-17 Block 3 i vertici militari argentini avrebbero etichettato le notizie come “fake-news” specificando che al momento sono sotto esame non meno di cinque differenti tipi di velivoli.

Innegabilmente l’Argentina non è stata finora un mercato florido per i costruttori di velivoli russi considerando che l’unica vendita di hardware riguarda due esemplari di Mil Mi-171E avvenuta nel 2010 per un contratto del valore di 22 milioni di dollari.

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Nel 2012 successivamente alla sottoscrizione di un protocollo d’acquisto per ulteriori tre Mi-171 e tre Kamov Ka-226, l’intera operazione fallì per via di una strutturale carenza di fondi e se da un lato inoltre vige sempre l’attuale tagliola delle sanzioni statunitensi (CAATSA) dall’altro non dimentichiamo la strenua opposizione britannica ad ogni componente di natura militare destinato a Buenos Aires che potrebbe lasciare spazi di vendite ridotte o addirittura nulle a diversi concorrenti in gara.

Ad oggi tuttavia la Forza Aerea argentina possiede una flotta decisamente limitata e tecnologicamente arretrata che richiede una radicale sostituzione sempre più urgente: secondo l’ultimo rapporto del FlightGlobal Buenos Aires detiene infatti 23 Lockheed Martin A-4AR Fightinghawk e appena 6 FMA IA-58 Pucará da attacco controguerriglia (COIN).

Un’ultima parola la spendiamo infine in merito al futuro caccia monomotore russo Sukhoi Checkmate che tanto interesse ha suscitato in America Latina in occasione del recente salone peruviano SITDEF-2021 e che nelle intenzioni (persino nello spot promozionale) includeva chiaramente la futura ipotetica scelta da parte di Buenos Aires.

Si tratta ovviamente troppo presto per parlare di commesse considerando che il nuovo velivolo deve effettuare ancora il primo volo, superare i test e passare infine alla produzione seriale. Sarebbe stato un concorrente temibile – anche per i cugini della MiG – considerando che, secondo il costruttore, il prezzo d’acquisto dovrebbe aggirarsi sui 25-30 milioni di dollari a esemplare, praticamente quasi la metà di un MiG-35.

Foto MiG

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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