Al Salone del Libro di Torino presentato il libro “AFGanistan… a testa alta”

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Pubblichiamo due segnalazioni relative alla presentazione del libro AFGanistan… a testa alta” tenutasi ieri al Salone Internazionale del Libro di Torino. La prima è un comunicato dello Stato Maggiore Difesa, la seconda l’articolo di Carmelo Abisso pubblicato dal sito Perseonews.

 

Ieri nella seconda giornata del Salone del Libro lo Stato Maggiore della Difesa ha presentato presso il padiglione Oval del Lingotto Fiere (Stand W114), il volume dal titolo “AFGhanistan…a testa alta…”, vent’anni di operazioni militari in Afghanistan raccontati attraverso le immagini, i ricordi, le emozioni e le testimonianze dei protagonisti.

L’evento, moderato dal curatore del libro, Direttore della testata on line Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani, si è svolto alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Cavo Dragone, del Generale di Corpo d’Armata Masiello attuale Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa e già Comandante del Regional Command West nell’ambito dell’Operazione ISAF e del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale già vice comandante della missione Resolute Support.

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Dopo un’introduzione del dott. Gaiani, ha preso la parola l’Ammiraglio Cavo Dragone che ha ricordato “l’esperienza vissuta quando all’indomani dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle, responsabile della campagna aerotattica che si sarebbe dovuta svolgere sul suolo afghano, fui impiegato in zona d’Operazioni nell’ambito di una prima forza navale approntata con la nave Garibaldi, 4 elicotteri e 8 velivoli.

Dovevamo ricongiungerci con il dispositivo navale statunitense già presente in Teatro, effettuando una prima dura fase addestrativa di quindici giorni propedeutica al raggiungimento dell’integrazione con l’assetto americano. Ebbene, in quel momento la mia più grande soddisfazione fu quando il Composite Air Group Commander mi convocò dicendomi che solo dopo tre giorni di addestramento congiunto dei nostri piloti con i colleghi americani, l’obiettivo era stato raggiunto”

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Successivamente il Generale di Corpo d’Armata Masiello nel ricordare la propria esperienza vissuta nel Teatro operativo afghano quale comandante del Regional Command West su base Brigata Folgore, ha parlato di 6 mesi intensi vissuti nel periodo primaverile estivo nella cosiddetta fighting season, pertanto “ero sicuro che avremmo combattuto.

Tra le difficoltà che incontrai ricordo quella di convincere gli afghani a combattere e morire per il loro Paese, mentre dovevo trattenere i miei paracadutisti vogliosi di assolvere la missione che ci era stata assegnata. Ma noi li non eravamo solo per combattere ma anche per ricostruire l’Afghanistan e le Istituzioni locali. Se tanto è stato fatto nella ricostruzione, altrettanto non posso dire per le Istituzioni locali in quanto, trattandosi di attività interministeriali, è venuto a mancare il Sistema Paese afghano e questo ci deve essere da lezione per il futuro”.

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Poi ha preso la parola il Generale di Corpo d’Armata Camporeale che ripercorso la sua esperienza come vice Comandante della missione Resolute Support, enfatizzando “il valore dei soldati e delle soldatesse afghane, felici per quello che il proprio Paese aveva realizzato durante i vent’anni di presenza delle truppe NATO e in particolare dei soldati italiani”.

Il dott. Gaiani ha concluso l’evento con una chiosa sul titolo del libro ispirato all’intervento in Parlamento del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini che disse “i militari italiani escono dalla missione afghana a testa alta”.

Questo fine settimana le Forze Armate continueranno a presentare i loro prodotti editoriali  (per il programma dettagliato si rimanda al link https://www.difesa.it/Content/Manifestazioni/SaloneLibro/Salone_Libro_Torino_2022/Pagine/default.aspx ).

Fonte Stato Maggiore Difesa

 

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di Carmelo Abisso

Lo Stato Maggiore della Difesa ha presentato ieri, nella seconda giornata del Salone del Libro di Torino, presso il padiglione Oval del Lingotto Fiere (Stand W114), il volume dal titolo “AFGhanistan…a testa alta…”, vent’anni di operazioni militari in Afghanistan raccontati attraverso le immagini, i ricordi, le emozioni e le testimonianze dei protagonisti.

Il curatore del libro, Gianandrea Gaiani, direttore della testata on line Analisi Difesa, ha moderato l’evento alla presenza del capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, con gli interventi di alcune tra le figure di spicco dell’esperienza militare italiana in Afghanistan, il generale di corpo d’armata Carmine Masiello attuale sottocapo di stato maggiore della Difesa e già comandante del Regional command west nell’ambito dell’operazione Isaf e il generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale già vice comandante della missione Resolute Support.

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“E’ un libro con tante fotografie e tante testimonianze – ha esordito Gaiani – Il titolo, una frase scolpita che sintetizza il bilancio di 20 anni, si deve al ministro della Difesa Lorenzo Guerini che in Parlamento disse: “I militari italiani escono dalla missione afghana a testa alta”.

L’ammiraglio Cavo Dragone ha ricordato il suo primo impegno in Afghanistan, subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle nel 2001, con il battesimo del fuoco in base all’articolo 5 della Nato, come capo della componente aerea della Marina e i successivi come comandante di Comsubin, Cofs e Coi. Ha sempre ricevuto grande apprezzamento verso i militari italiani per due motivi: l’approccio istintivo con la capacità di entrare nella realtà locale e la qualità di soldati di prim’ordine, di combattenti al top.

“Durante la fighting season nel 2011 – ha detto il generale Masiello – dovevo tenere i miei paracadutisti calmi, volevo che fossero davanti i soldati afghani. Ricordo l’attacco talebano al Prt di Herat, il tentativo di violare la nostra infrastuttura, con il grave ferimento del capitano Gennaro Masino che vedo oggi con piacere tenente colonnello qui in sala. Una sera a cena, Ismail Khan, il signore della guerra di Herat, mi disse: “Non si illuda, nel nostro paese un esercito è già stato sconfitto, un altro esercito lo sarà”. La comunità occidentale ha fatto molto. I valori non si impongono, si rispettano”.

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Il generale Camporeale ha attraversato tutto l’Afghanistan come vice comandante della missione Resolut Support, che aveva compiti di train, advise e assist. Ha conosciuto i militari afghanisoldati valorosi, che hanno avuto comunque settantamila morti in combattimento. Dopo la caduta di Kabul, l’università di Padova ha accolto molti studenti afghani. La rettrice, in un incontro, gli ha detto che sono in Italia perchè hanno vissuto 20 anni come occidentali. La cultura è l’unico strumento per spegnere la violenza. Sono semi piantati che sbocceranno.

“Vorrei spendere un minuto – ha concluso il capo di stato maggiore della Difesa – per ricordare i 53 caduti e i 700 feriti, di cui 150 gravi, in Afghanistan”.

 

 

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