Le ultime forniture militari occidentali all’Ucraina

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Resta da chiarire la disponibilità degli Stati Uniti a fornire a Kiev sistemi lanciarazzi multipli campali MLRS e HIMARS con munizionamento a lungo raggio in grado di raggiungere il territorio russo. “Non invieremo in Ucraina sistemi missilistici che possono colpire all’interno del territorio della Russia” ha detto ieri il presidente Joe Biden rispondendo alle domande dei giornalisti.

Negli ultimi giorni hanno continuato ad affluire le forniture di artiglieria e missili da parte di diversi stati membri della NATO.

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Il 28 maggio il ministero della Difesa ucraino ha confermato di aver iniziato a ricevere missili anti-nave Harpoon da Danimarca, Regno Unito e Olanda per equipaggiare le batterie costiere fornite dalla Danimarca.

“Altri paesi si uniranno al processo.”, ha affermato il ministero, sottolineando come queste armi serviranno alla difesa contro le navi russe nel Mar Nero. I missili sarebbero già stati trasferiti nell’area di Odessa. Il ministro della Difesa di Kiev, Oleksiy Reznikov, ha precisato che gli Harpoon saranno impiegati insieme ai Neptun di produzione ucraina e che le forniture dalla Danimarca sono avvenute “con la partecipazione dei nostri amici britannici”.

Norway m109

Lo stesso giorno Kiev ha confermato anche l’arrivo dei primi semoventi da 155 mm M-109 di costruzione statunitense forniti dalla Norvegia che avrebbe ceduto fino a due dozzine di M-109A3GN recentemente sostituiti nei ranghi dell’Esercito di Oslo dai semoventi di costruzione sudcoreana K-9  “Vidar”.

La Norvegia ha già ceduto all’Esercito Ucraino 3mila lanciarazzi anticarro M72 LAW, 100 missili antiaerei Mistral, 5mila elmetti, 1.500 giubbotti antiproiettile, 10 mila brande, 15 mila razioni alimentari, 1.000 maschere antigas.

Il 30 maggio il ministro della Difesa slovacco ha confermato il trasferimento in Ucraina di 8 obici semoventi SpGH Zuzana 2 calibro 155/52 mm con munizionamento in grado di colpire obiettivi fino a 40 chilometri di distanza. Questi semoventi su chassis 8×8 sono in dotazione in 25 esemplari all’Esercito Slovacco.

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Attualmente gli obici da 155 mm donati all’Ucraina comprendono, oltre ai semoventi Zuzana 2 slovacchi e M-109 norvegesi (più altri forniti dal Belgio), anche oltre un centinaio di trainati M777 statunitensi ma ceduti anche da Canada e Australia, trainati FH70 forniti dall’Italia, 12 semoventi CAESAR ceduti dalla Francia e altrettanti Pzh-2000 ceduti da Germania e Olanda. Di questi pezzi d’artiglieria solo M-109 e Pzh-200 non sono ancora stati impiegati in battaglia.

Nell’incontro di ieri a Kiev il neo ministro degli Esteri francese Catherine Colonna ha assicurato il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba che la Francia “continuerà e rafforzerà” le consegne di armi inclusi ulteriori semoventi CAESAR  “Questi obici “si sono rivelati armi affidabili ed efficaci”, ha detto Kuleba, “ma queste non sono le uniche armi che arrivano dalla Francia e per ogni arma siamo grati”.

Oggi la Lituania ha confermato l’invio di ulteriore equipaggiamento militare all’Ucraina. Il ministro della Difesa Arvidas Anushauskas ha annunciato che la prossima spedizione includerà apparecchiature anti-drone e di visione termica, nonchè droni turchi Bayraktar TB2 che si aggiungono a veicoli blindati e autocarri annunciati in precedenza.

Ieri il ministero della Difesa russo ha diffuso un video che mostra “la distruzione di una postazione di obici da 155 mm di fabbricazione italiana forniti all’Ucraina”.

Si tratta degli FH-70 impiegati dagli ucraini da circa una settimana nelle operazioni in Donbass. Lo ha riportato l’agenzia di stampa TASS, citando il commento della Difesa russa. Il ministero ha precisato di aver individuato la postazione di tiro Ucraina con i sistemi di ricognizione dell’artiglieria, confermata da una successiva ricognizione effettuata con un velivolo senza pilota.

Infine, nei giorni scorsi le forze armate ucraine hanno utilizzato per la prima volta nel Donbass il lanciarazzi multiplo ceco RM-70 MLRS da 122 mm ricevuto dalla Repubblica Ceca.

Immagini: Ministero Difesa Norvegese, Wikimedia, Ministero Difesa Ucraino e Ministero Difesa Russo via RVVoenkor

 

 

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